”È una partita da giocare in Europa e in Italia. Con una visione di medio e lungo periodo. Non c’è un tema più importante dell’energia per un paese manifatturiero come il nostro, il secondo nella Ue, è in gioco il sistema industriale”.
L’allarme arriva da Aurelio Regina, delegato del presidente di Confindustria per l’energia, – dalle pagine del ‘Sole 24 Ore’ – preoccupato per l’evoluzione del dibattito nella Ue e per l’aumento vertiginoso dei prezzi. Sul tavolo ha la bozza delle disposizioni europee che riguardano la tassonomia verde, cioè la classificazione delle attività economiche definite sostenibili e che possono accedere ai contributi del Green deal: ”l’Italia di fatto è tagliata fuori. La tassonomia introduce come investimenti finanziabili, considerati sostenibili, quelli per il nucleare e per il gas utilizzato per la produzione elettrica. Omette ciò che occorre proprio all’Italia: di considerare il gas anche destinato ai processi di trasformazione industriale. Va incontro alle esigenze di Germania e Francia, gli altri due paesi manifatturieri europei”.
”Si arriva al paradosso di penalizzare proprio noi italiani che sulla riconversione energetica ci siamo mossi per primi, riducendo il carbone e puntando su economia circolare e rinnovabili, con grande attenzione all’ambiente: siamo leader della Ue -spiega Regina-. Ne avranno maggior benefici la Francia, che deve modernizzare le centrali nucleari, e la Germania, ancora molto dipendente dal carbone. Se la Ue non cambia le bozze, con questa graduatoria di sostenibilità l’industria italiana si troverà sulle spalle tutti gli investimenti da realizzare, che sono ingenti”.








