Dai voli spaziali al nucleare pulito.
Rifacendosi ai modelli di finanziamento pubblico-privato della Nasa, il Dipartimento Usa dell’Energia (DoE) potrà assegnare i primi fondi per oltre 400 milioni di dollari a sostegno della fusione: a disputarseli sono otto società già selezionate, tra le quali Cfs-Commonwealth Fusion Systems, la joint venture paritetica tra Eni e Mit-Massachusetts Institute of Technology che porta avanti la fusione a confinamento magnetico.
Ma più in generale – scrive MF-Milano Finanza – la Legge di Bilancio 2023 ha destinato alla fusione 1,4 miliardi di dollari solo per quest’anno, l’importo più alto mai assegnato a questa tecnologia dal Congresso su base annua e che sembra destinato a crescere nel 2024 Cfs ha già raccolto autonomamente fondi per 2 miliardi di euro in meno di 5 anni e ora è tra le prescelte dal DoE per i progetti di ricerca e sviluppo nel campo delle centrali elettriche a fusione, destinatarie di un primo plafond di 46 milioni di dollari, valido per 18 mesi all’interno di un programma quinquennale.
Il programma della Nasa a cui si ispira è il Cots (Commercial Orbital Transportation Services), incanalato verso partnership pubblico-private come la SpaceX di Elon Musk per ridurre il costo dei voli spaziali.
Il Congresso degli Stati Uniti ha autorizzato i 415 milioni di dollari del programma per il nucleare pulito già nell’Energy Act del 2020 e nel Chips and Science Act.
Intanto la corsa ai fondi sta diventando anche una sfida che contrappone università tra le più prestigiose d’oltreoceano.
Al progetto del Mit con Eni infatti si contrappone lo Stellarators sviluppato nell’università di Princeton.
L’impegno di Biden è arrivare a una dimostrazione su scala pilota della fusione entro i prossimi 10 anni, meglio ancora se non oltre il 2030.
Il programma di finanziamento si chiama Milestone-Based Fusion Development Program perché premia i passi avanti, ossia le pietre miliari nel percorso verso la commercializzazione della fusione.
Nel caso di Eni e Mit, nel 2025 è prevista la realizzazione deI prototipo Sparc.
I progetti possono durare fino a cinque anni “con finanziamenti annuali subordinati agli stanziamenti del Congresso e a progressi soddisfacenti nel raggiungimento delle tappe negoziate”, spiegano dal DoE.








