Riportiamo il testo integrale del saluto inziale che Paolo Angelini, Vicedirettore Generale della Banca d’Italia, ha rivolto ai partecipanti al Workshop “Nuovi scenari AML – La Banca d’Italia incontra il mercato”
«È per me un piacere aprire i lavori di questa giornata, dedicata agli scenari evolutivi e alle tendenze dell’antiriciclaggio e della lotta al terrorismo (AML-CFT, AML per brevità in quanto segue). Rivolgo un caloroso benvenuto ai relatori, ai rappresentanti degli intermediari e delle associazioni di categoria e ai colleghi delle altre Autorità presenti. L’evento di oggi rappresenta un’importante occasione di confronto sui principali temi di attualità in materia AML, in una fase di rapidi cambiamenti. Vorrei ricordare da dove partiamo e quali sfide ci attendono.
In questi anni il sistema antiriciclaggio italiano si è dimostrato complessivamente solido. Le valutazioni del GAFI e del Fondo Monetario Internazionale hanno confermato che nel nostro Paese esistono meccanismi di prevenzione, investigazione e repressione efficaci, che beneficiano della costante collaborazione tra tutte le Autorità a vario titolo impegnate sul campo. E, tra i soggetti obbligati, gli intermediari bancari e finanziari hanno mostrato nel tempo una crescente sensibilità, consapevolezza e comprensione dei rischi di riciclaggio, che si è tradotta in un rafforzamento degli assetti organizzativi e in un miglioramento della collaborazione attiva. Nel complesso, direi che partiamo da basi complessivamente solide.
Importanti cambiamenti sono in atto in tre aree. In primo luogo, la magnitudo dei rischi di riciclaggio è aumentata. I fattori di rischio si sono moltiplicati; nuovi modelli di business e organizzativi espongono gli intermediari a nuove minacce; la trasformazione digitale rende ancor più difficile intercettare e contrastare i fenomeni di riciclaggio. Secondo i dati del Consiglio dell’Unione europea, in tutti i paesi dell’UE sono presenti gruppi di criminalità organizzata e il 70 per cento di loro è attivo in più di tre Stati membri. Gli attacchi informatici e la cyber-criminalità stanno aumentando in termini di quantità e sofisticazione in tutta Europa. Gravi episodi di riciclaggio hanno coinvolto banche di altri Paesi europei alcuni anni fa.
In secondo luogo, la regolamentazione sta cambiando. L’aumento dei rischi di riciclaggio, e in primo luogo gli episodi che ho appena richiamato, hanno messo in luce i limiti dell’attuale assetto AML europeo, basato su un’armonizzazione parziale delle regole, prassi di vigilanza eterogenee, modalità di cooperazione tra Autorità non sufficientemente chiare. Da questa constatazione ha preso avvio il progetto di riforma e armonizzazione della normativa europea, in fase avanzata di discussione (cd. pacchetto AML).
Infine, l’assetto di vigilanza sta cambiando. Il pacchetto AML prevede e la costituzione di una nuova Autorità europea (cd. Anti-Money Laundering Authority, AMLA) sulla quale costruire un sistema di controlli integrato a livello dell’Unione, in stretto raccordo con le autorità nazionali. La creazione dell’AMLA porterà cambiamenti significativi nella vigilanza AML sia per le Autorità sia per gli intermediari, come è stato per la vigilanza prudenziale con la creazione del Meccanismo di vigilanza unico. C’è quindi bisogno di accelerare la preparazione al nuovo assetto, constatazione che vale per tutti gli attori coinvolti – autorità di vigilanza e altri soggetti del sistema dei controlli, intermediari.
La Banca d’Italia si sta attrezzando per affrontare i nuovi scenari. Nel giugno 2022 è stata costituita l’Unità di Supervisione e Normativa Antiriciclaggio, in cui sono confluite sia le funzioni normative sia quelle di controllo in materia AML, in precedenza affidate al Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria. L’Unità è organizzata in tre divisioni, il che segnala un rafforzamento della funzione rispetto all’assetto precedente. Si tratta di una struttura a diretto riporto del Direttorio, e quindi autonoma, ma parte di un sistema integrato che comprende le altre tre principali strutture incaricate di controlli sugli intermediari: i dipartimenti responsabili per la vigilanza prudenziale e quella di tutela e l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Anche quest’ultima struttura è stata recentemente potenziata e riorganizzata.
Nel Piano strategico della Banca d’Italia per il triennio 2023-2025 si attribuisce un rilievo specifico al contrasto dell’illegalità nel settore finanziario, prevedendo linee di azione volte ad assicurare una partecipazione attiva al negoziato sul pacchetto AML, irrobustire le metodologie di analisi dei rischi di riciclaggio, elaborare una guida di vigilanza dedicata, completare il potenziamento della nuova Unità AML. Quanto all’industria, i progressi registrati negli ultimi anni non ci esimono dal ricercare spazi di miglioramento. Gli intermediari dovranno prestare particolare attenzione all’adeguatezza dei propri sistemi di governo e controllo, alla corretta applicazione dell’approccio basato sul rischio e alla pronta individuazione di rischi di riciclaggio tradizionali ed emergenti. Serve soprattutto un approccio sostanziale all’AML.
Su questo fronte permettetemi un accenno al fenomeno della crescita del numero di SOS, che nel 2022 hanno superato le 155.000 unità (un incremento dell’11 per cento rispetto all’anno precedente e del 66 per cento negli ultimi cinque anni3). Il fenomeno è oggetto di attenta analisi da parte della UIF. Esso può essere indice di un miglioramento delle prassi AML degli intermediari, ma può anche rappresentare un ostacolo per l’efficacia complessiva dell’azione AML del sistema se induce i soggetti incaricati dei controlli – l’UIF, la vigilanza, gli organi investigativi – a disperdere le proprie forze su un numero elevato di casi poco significativi.
Su questo fronte occorre lavorare per massimizzare il valore segnaletico delle SOS, prestando attenzione a individuare i casi significativi e riducendo le segnalazioni a basso valore aggiunto. È un compito non facile, ma è probabile che un‘analisi più approfondita, che vada oltre i controlli di routine, possa contribuire a conseguire questo obiettivo. Il sistema AML va visto come elemento essenziale per assicurare conformità alle regole, contribuire a relazioni stabili e sane con la clientela, preservare la reputazione degli intermediari e delle autorità di controllo. Serve pertanto uno sforzo congiunto, che il workshop di oggi mira a promuovere».








