L’implementazione del Recovery Fund può diventare il momento più importante per l’economia italiana fin dai tempi del boom economico.
Fin da allora, infatti, il nostro Paese ha vissuto periodi di recessione o di stagnazione dell’economia e dell’industria, lunghi periodi di crisi in cui i governi pro tempore agivano quasi unicamente ex post per risolvere crisi industriali o di sistema con strumenti di breve durata e con ottiche prettamente elettorali.
Ora, dicevamo, il momento è unico.
I grossi flussi di capitali europei potranno dare un grande impulso alla nostra economia nel medio-lungo periodo solo e soltanto se il governo, i partiti, gli industriali ed i sindacati riusciranno a concordare una strategia industriale che consegni il Paese alle prossime generazioni più forte e più moderno. Innumerevoli governi (ricordo solo l’eccezione di uno dei governi Prodi) sono stati formati ed hanno vissuto senza una minima politica industriale, intervenendo solo nei casi di crisi emergenti per evitare licenziamenti ma non per supportare strategicamente settori industriali su cui investire.
Noi abbiamo settori come la metalmeccanica e la meccatronica, l’industria di macchinari, l’industria del food, della moda e del turismo che sono oggi i pilastri portanti della nostra economia. Le vogliamo fortificare? Supportare? Proteggere?
E quali altri settori saranno trainanti delle economie mondiali nel prossimo ventennio, nei quali il nostro Paese vorrà e potrà giocare un ruolo di player?
Queste sono le domande a cui i governanti ed il sistema Paese dovranno rispondere di fronte alla massa di liquidità che sta per arrivare dall’Europa, risposta che dovrà essere rigorosa, puntuale, trasparente, chiarendo a tutti dove vogliamo indirizzare l’industria e l’economia italiana del futuro.
Dopo di che il Parlamento, gli imprenditori, i sindacati, il sistema bancario, tutto il sistema Paese (con le punte di diamante come CDP e le grandi imprese a controllo statale) si dovranno allineare nell’execution di tale politica industriale, ognuno per la parte di propria competenza.
Il Covid ci ha consegnato, con il suo tremendo impatto sulla salute dei cittadini, questa occasione unica, sarebbe scellerato mancarla.








