Export, occupazione, Pnrr, giustizia, sicurezza, sanità, pensioni e coesione sociale sono stati al centro degli Stati Generali della Ripartenza, promossi dall’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’, presieduto da Luigi Balestra.
Per tre giorni, nella Sala dei Cento a Bologna, si sono alternati oltre 120 interventi in 33 panel con ministri, istituzioni, imprese, mondo sindacale e società civile.
In apertura, accanto al sindaco Matteo Lepore e al presidente della Regione Michele de Pascale, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, ha invitato a non cedere alla sfiducia di fronte a crisi e conflitti che sembrano irreversibili.
Tra i presenti anche il capogruppo FdI alla Camera Galeazzo Bignami, la vicepresidente della commissione di vigilanza Rai Maria Elena Boschi, i senatori Pier Ferdinando Casini, Alessandro Alfieri, Francesco Boccia e il presidente Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.
Di giustizia ha parlato il ministro Carlo Nordio, che sul ddl contro la violenza sessuale ha garantito che “la norma si farà”, spiegando che servono limature tecniche. Il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli ha detto di sognare “un nuovo codice penale” organico, senza dover cercare i reati nelle molte leggi speciali.
Sul fronte dell’occupazione, il ministro della Pa Paolo Zangrillo ha ricordato che con le leggi di bilancio 2023-2024 sono stati stanziati 20 miliardi per i rinnovi contrattuali. La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha evidenziato che il tasso di occupazione è ai massimi storici e la disoccupazione ai minimi, richiamando il legame tra legalità, sicurezza e inclusione.
La sicurezza è stata al centro dell’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha rivendicato l’assunzione di oltre 37mila operatori delle forze di polizia nel primo triennio e di altri 30mila nel prossimo biennio.
In chiave economica, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha fissato l’obiettivo di portare l’export italiano a 700 miliardi l’anno entro fine legislatura, mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ricordato che l’attuale legge di bilancio mette a disposizione circa 9 miliardi per il tessuto produttivo, a partire dal piano Transizione 5.0.
Autorevoli anche le voci dal mondo dell’industria, tra cui il presidente di Leonardo Stefano Pontecorvo, che ha definito l’Italia “un sistema resiliente” e ha escluso al momento segnali di recessione, pur riconoscendo criticità su materie prime, personale e alcuni mercati.
Anche Mauro Lusetti, presidente di Conad e vicepresidente Confcommercio, ha parlato di un’economia “affaticata”, con occupazione alta ma spesso precaria.
Il vicepresidente di Confindustria Maurizio Marchesini ha richiamato la necessità di governare insieme le transizioni digitale, ambientale e demografica e, sui dazi, ha ricordato che l’Emilia-Romagna, fortemente esportatrice, registra un calo e deve cercare mercati alternativi.
Sul tema dei dazi è intervenuto anche Mario Checchi, amministratore delegato del gruppo Pelliconi, che ha invitato soprattutto le PMI a investire con prudenza ma decisione sull’internazionalizzazione.
Sanità e pensioni sono stati i temi toccati, infine, dal ministro della Salute Orazio Schillaci che ha descritto un Servizio sanitario in profonda trasformazione, sempre più orientato a un’assistenza di prossimità e dal presidente dell’Inps Gabriele Fava.








