Giorgia Meloni ha presieduto un G7 storico.
Ma con un tratto distintivo evidente: agenda forte e leader deboli.
Così Stefano Stefanini sulla Stampa: “In circa mezzo secolo di vertici – scrive l’editorialista – il tavolo non ha mai visto così tanta sproporzione fra posta in gioco e carte in mano ai giocatori.
Partiamo dai secondi.
Emmanuel Macron e Olaf Scholz hanno appena preso un sonoro schiaffo alle elezioni europee.
Rishi Sunak, al quale pure va il merito di limitazione dei danni fatti dai suoi due predecessori tory, sarà molto probabilmente fuori da Downing Street fra meno di un mese.
La campagna elettorale di Joe Biden è in salita.
Allargando lo sguardo al resto del tavolo: Fumio Kishida, è sceso a un minimo storico di popolarità in Giappone (21%); Justin Trudeau non è a rischio, ma il suo è un governo di minoranza.
Almeno non hanno elezioni in vista.
Quanto ai due Presidenti Ue: Charles Michel uscirà di scena a dicembre; Ursula von der Leyen è ben in corsa per il secondo mandato, ma deve pensare alla sua campagna elettorale fra capitali Ue e parlamentari europee, quindi muoversi con circospezione.
Resta Giorgia Meloni, in questo momento, l’unica leader senza preoccupazioni interne, tranne forse – sottolinea Stefanini – quelle che vengono da qualche alleato, e sullo slancio del successo alle europee.
Posta in gioco: pace e guerra (Ucraina, Gaza e Hamas); tenuta della globalizzazione (rapporti con la Cina), più la fitta lista di varie ed eventuali.
Questo G7 ha un’agenda da far tremare i polsi.
In cinquant’anni ci sono stati vertici in circostanze storiche eccezionali – pensiamo alla fine dell’Urss – ma sempre affrontate con una capacità dei Sette di proiettare determinazione e continuità.
In Puglia la determinazione forse non manca.
L’interrogativo è la continuità.
Il problema della continuità è chiaramente e indissolubilmente legato alle elezioni americane.
Il G7 è un misto di collegialità e di leadership.
Nessuno dei Sette è in grado di esercitarla se non gli Stati Uniti.
E nessuno ci ha mai provato, a parte qualche occasionale velleità francese o britannica.
La presidenza di Joe Biden è stata all’altezza, e lo sta dimostrando anche in Puglia.
Sul Medio Oriente, il G7 ha passato la mano affidandosi al tentativo americano di fare accettare il piano tregua a Hamas e a Gerusalemme.
Ma quanto oggi Washington propone – conclude – sarà ancora valido il 21 gennaio del 2025?”








