Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

[L’iniziativa] I 600 scienziati russi contro la guerra di Putin. «Mosca si fermi»

Sono fisici, chimici, storici, economisti, matematici: è salito a oltre 600 il numero degli scienziati russi che finora hanno firmato l’appello contro la guerra in Ucraina. Una guerra “insensata”, la definiscono, e per la quale “non c’è una giustificazione razionale”. L’appello che non è rimasto inascoltato: è stata immediata la risposta della Federazione europea delle accademie delle scienze e degli studi umanistici (Allea), che ha pubblicato una dichiarazione ufficiale contro la guerra, alla quale in Italia ha aderito l’Accademia dei Lincei.

“Molti di noi hanno parenti, amici e colleghi che vivono in Ucraina. I nostri padri, nonni e bisnonni hanno combattuto insieme contro il nazismo”, scrivono gli scienziati russi, chiedendo di bloccare subito ogni azione militare per mettere immediatamente fine alla guerra, la responsabilità della quale, rilevano, “spetta interamente alla Russia”.

Molti dei firmatari fanno parte dell’Accademia russa delle scienze, ma hanno aderito all’appello anche alcuni giornalisti scientifici. Al loro fianco si è subito schierata la Federazione delle accademie europee Allea, che ha affermato di reagire “con shock e profondo rammarico all’incursione militare della Russia in Ucraina” e chiede “al governo russo di rispettare le convenzioni internazionali sulla protezione dei civili e dei manufatti culturali”.

Con “profonda preoccupazione per la sicurezza dei nostri colleghi”, la Federazione “prende atto del pericolo” che la situazione attuale “rappresenta per le istituzioni scientifiche, gli accademici e la collaborazione internazionale nella ricerca ucraina”. Preoccupata per eventuali minacce agli scienziati russi che hanno espresso il loro dissenso sulla guerra, l’Allea promette: “monitoreremo da vicino la situazione e prenderemo in considerazione l’adozione di ulteriori misure a sostegno della nostra accademia ucraina e dei suoi membri”.

In Italia l’Accademia dei Lincei ha espresso il suo sostegno a entrambi gli appelli, dicendosi impegnata “a favorire ogni iniziativa volta al ripristino della pace e delle possibilità di studio e ricerca per gli amici, le amiche e i colleghi e colleghe ucraini, ai quali l’Accademia esprime la sua piena e più vicina solidarietà”.

Il presidente, Roberto Antonelli, ha inoltre dichiarato che “l’Accademia Nazionale dei Lincei esprime la sua vicinanza ai colleghi del mondo culturale e scientifico ucraino ed alla popolazione tutta, così provata in questo difficile momento, ribadendo l’importanza della libertà e della pace per progredire nel cammino umano di civiltà in nome dei valori dell’identità europea”

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.