Nel 2023, in Italia si è registrato il massimo storico dei danni assicurati: oltre 6 miliardi, di cui 5,5 miliardi causati da eventi atmosferici e 800 milioni dalle alluvioni in Emilia-Romagna e in Toscana.
Lo ha detto la presidente dell’Ania, Maria Bianca Farina, durante l’assemblea annuale dell’associazione che quest’anno festeggia gli 80 anni dalla fondazione alla presenza del capo dello Stato, Sergio Mattarella.
“Il cambiamento climatico è una sfida cruciale.
Assistiamo a catastrofi naturali sempre più estreme, frequenti e distruttive, che mettono a rischio un numero sempre maggiore di persone e beni materiali.
L’industria assicurativa nel mondo ha pagato quasi 100 miliardi di euro per sinistri legati a catastrofi naturali.
ANIA STIMA 2 MLD DANNI ANNO DA CATASTROFI NATURALI
In merito al nuovo obbligo assicurativo per i rischi CatNat (catastrofi naturali) in capo alle imprese, Ania stima che ammonti a 2 miliardi in media d’anno la somma dei danni a cui le compagnie assicurative devono far fronte.
Il patrimonio delle imprese soggette all’obbligo di assicurazione contro le catastrofi ammonta a circa 4.000 miliardi.
Di questi, 2.500 miliardi sono già presenti nel portafoglio delle compagnie di assicurazioni, mentre 1.500 miliardi deriveranno da nuovi rischi.
Una volta ogni 200 anni, spiega l’associazione durante l’assemblea annuale, si potrebbe verificare una perdita assicurativa di circa 15 miliardi.
VERSO POOL COMPAGNIE PER MUTUALIZZAZIONE RISCHI
Farina ha spiegato che sarà emanato a breve il decreto interministeriale per il passaggio alla fase attuativa della norma che prevede l’obbligo per le imprese di assicurarsi contro le calamità naturali.
In questo ambito è anche “prevista la creazione di un pool di compagnie, ad adesione volontaria, che, sfruttando il principio cardine della mutualizzazione, sarà in grado di ridurre il costo delle coperture per le imprese e quello del capitale per le compagnie”.
“Il successo di questa iniziativa potrebbe innescare un meccanismo virtuoso in cui tutti i protagonisti – le imprese, le compagnie, le banche, gli investitori, lo Stato – avranno un beneficio economico tangibile rispetto alla situazione attuale”.
Nelle scorse settimane “sono stati fatti importanti passi avanti”.
Il settore assicurativo sta definendo gli aspetti contrattuali e tecnici “per assicurare alle imprese italiane la migliore copertura di questi rischi”, ha concluso Farina.
ITALIA SOTTOASSICURATA SU CATASTROFI, COPERTURE SU 6% CASE E 5% IMPRESE
L’Italia risulta essere ancora un Paese sottoassicurato.
Le coperture contro le catastrofi naturali sono ancora poco diffuse: solo il 6% delle abitazioni e il 5% delle aziende ha una copertura assicurativa con differenze notevoli in funzione delle dimensioni delle imprese.
L’Italia, oltre a essere esposto a un rischio sismico tra i più elevati in Europa (circa il 40% delle abitazioni civili è situata nelle zone a media ed elevata pericolosità), risulta molto fragile anche dal punto di vista del dissesto idrogeologico con quasi il 95% dei comuni italiani a rischio frane, alluvioni e/o erosione costiera.
INCENTIVI FISCALI PER COPERTURA ASSICURATIVA CASE
Dopo l’obbligo di protezione in capo alle imprese contro le calamità naturali, “auspichiamo che il raggio di azione della copertura sia rapidamente ampliato alla proprietà immobiliare privata, anche con l’ausilio -almeno in avvio- di incentivi di tipo fiscale”, ha aggiunto Farina ribadendo che il tema della sottoassicurazione contro le catastrofi naturali per l’Italia è “particolarmente rilevante”.
SI RIDUCE A 36 EURO GAP PREMI RC AUTO TRA ITALIA E UE
Parlando dell’Rc auto, la presidente dell’Ania ha messo in evidenza come nel 2023 si sia ridotto ulteriormente il divario fra il premio medio in Italia e quello europeo, scendendo a 36 euro.
Nella media degli anni 2008-2012 le polizze italiane erano più costose di 213 euro rispetto alla media di Germania, Francia, Spagna e Regno Unito, mentre nel 2015 il divario si era ridotto a 138 euro.
Per quanto riguarda l’andamento dei premi Rc auto in Italia, nel 2023 -dopo undici anni di riduzione del volume- l’aggregato è aumentato del 4,3%.
Una crescita spiegabile con la dinamica inflazionistica che si è riflessa sul costo dei risarcimenti, peraltro inferiore a quella media degli altri Paesi europei.
INVESTIMENTI 2023 A 960 MLD, 250 MLD IN TITOLI STATO
Anche nel 2023 le compagnie assicurative si sono confermate grandi investitori.
Il totale degli investimenti del comparto assicurativo è pari a quasi 960 miliardi, di cui circa 250 in titoli di Stato italiani.
Il comparto è in buona salute: il volume totale dei premi è stato pari a 130 miliardi, in linea con l’anno precedente, anche se la raccolta del comparto vita ha segnato una riduzione del 3,5% determinata dalla forte contrazione dei premi per le polizze unit linked (-32%).
Nel comparto vita è stata rivitalizzata l’offerta dei prodotti tradizionali, con un aumento dei premi rispetto all’anno precedente del 9,2% per il ramo I, dinamica che ha permesso di contenere nel 2023 il deflusso netto di risorse.
Nello scorso aprile, per la prima volta dalla fine del 2022, si è registrata una raccolta netta positiva per le polizze tradizionali.
Diversa dinamica nel comparto danni, con premi che si sono incrementati del 6,6% rispetto al 2022.
Nel complesso i premi diversi dalla Rc auto sono cresciuti del 7,7%, con una progressione molto sostenuta per le polizze salute.
ANIA FESTEGGIA 80 ANNI GUARDANDO AL FUTURO
“Possiamo affermare con orgoglio che l’assicurazione è oggi un pilastro fondamentale del sistema economico e sociale dell’Italia.
Le statistiche lo confermano e la presenza del presidente della Repubblica qui, oggi, lo testimonia”, ha detto Farina sottolineando che questo anniversario, 80* dalla fondazione, “non è solo un’occasione per guardare al passato.
È, soprattutto, un’opportunità per guardare al futuro con entusiasmo e determinazione.
Continueremo a lavorare con la stessa passione per affrontare le sfide che ci attendono e per raggiungere nuovi traguardi.
Siamo costruttori di futuro”.








