Nella giornata del 24 novembre, durante il panel “Presentazione Premio Italia Giovane“, nel corso degli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia, sono intervenuti Stella Coppi Frattini, Componente del Comitato d’onore, Benedetta Cosmi, Componente del Comitato organizzatore e Luigi Balestra, Presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia.
Prende subito la parola Luigi Balestra, Presidente dell’Osservatorio Riparte l’Italia per spiegare l’iniziativa: “Dico due parole su questo premio. Io sono stato catapultato qualche mese fa in questa iniziativa che si chiama “Premio Italia Giovane Under 35” che è un gruppo di persone, di amici e di amiche, che si è formato intorno a un’iniziativa che nasce ormai da alcuni anni e che vuole premiare delle eccellenze italiane di giovani che si sono contraddistinti in vari settori. Abbiamo ricevuto centinaia di presentazioni, di domande, di curricula straordinari e quando ci siamo trovati a doverli selezionare, ci siamo confrontati ed eravamo tutti in grossissima difficoltà nella scelta. Perché ci sono delle eccellenze di giovani che si sono contraddistinti nei settori più disparati che veramente danno lustro al nostro sistema paese”.
Balestra cede poi il microfono a Stella Coppi Frattini, Componente del Comitato d’onore, per introdurre il Premio Italia Giovane Under 35: “Ti ringrazio per l’invito e per la possibilità di presentare questo premio che mi emoziona particolarmente, perché è un premio che nasce da un’intuizione di mio marito Franco Frattini e dal dottor Chiappetta che è presidente dell’Associazione Giovani per Roma. Per mio marito il merito e la competenza sono sempre stati dei princìpi assoluti sui quali lui ha costruito tutta la sua carriera a servizio del paese e delle istituzioni. Princìpi ai quali si è sempre ispirato e a cui ha dato sempre la massima importanza. Era un uomo libero e aperto e guardava ai giovani e al futuro con la fiducia e la volontà di valorizzare e trasmettere il sapere della conoscenza. Per lui la trasmissione, l’educazione e appunto l’università, lui aveva anche un grosso impegno nelle università, erano importanti. Il premio Italia Giovane nasce volutamente libero e aperto. Le candidature che vengono raccolte sono candidature spontanee che vengono da tutti i settori e da tutta Italia. E devo dire che danno un bellissimo spaccato della giovane Italia che noi abbiamo. Tante volte sentiamo dire i giovani hanno difficoltà. Non è così. In realtà hanno un’enorme voglia di fare, di migliorare e di farsi conoscere. Appunto, è un premio libero perché cresce spontaneamente. È la prima volta, credo, che noi lo pubblicizziamo al di là di grandi testimonianze che abbiamo avuto, ma nasce e cresce sul passaparola di chi ci è passato. Quindi i nostri ambasciatori del merito, vengono chiamati così i nostri premiati, trasmettono ad altri giovani questa possibilità. Perché comunque è una bella partecipazione, viene creato un bell’evento, quest’anno sarà il decennale e lo faremo al MAXXI a Roma, quindi sarà anche una sede più prestigiosa delle altre per quanto riguarda la grandezza e il numero delle persone, e i nostri ambasciatori trasmettono agli altri proprio la bellezza di questo premio. Abbiamo raggiunto tantissime candidature, ci siamo trovati veramente in seria difficoltà. Però è stato molto bello perché la libertà di questo premio è data anche proprio dal fatto che noi non guardiamo il settore, cioè arrivano da tutti i tipi di esperienza. Sono under 35, ma alcuni sono veramente molto giovani. E devo dire che l’ambizione di questo premio era di creare un serbatoio di qualità per il Paese Italia. E credo che piano piano questo premio, anno dopo anno, ci stia riuscendo. Lo stiamo facendo insieme a delle imprese, ma anche insieme alle istituzioni. Speriamo, grazie a questa opportunità, che altri si aggiungano, che aumentino e continuino a valorizzare il merito e la competenza di cui il nostro Paese ha molto bisogno”.
Terzo ed ultimo intervento è quello di Benedetta Cosmi, Componente del Comitato organizzatore: “Grazie a Luigi, grazie a voi, grazie a Stella per il ricordo ovviamente emozionante. Io mi ricollego subito al panel precedente che diceva “Il talento non incontra l’opportunità”. E non poteva esserci introduzione migliore per quello che è il premio che, appunto, oggi qui rappresento e che compie 10 anni. Quindi, diventa anche grande e da adesso in poi ci impegniamo anche con voi a renderlo sempre più utile al Paese in quanto, appunto, attinge a delle persone in giro per il mondo perché, diciamoci la verità, non sono rimasti tutti in Italia. E allora, aggiungo alla riflessione che vi ho letto poco fa, due domande, dove e con chi? Cioè dove incontrano l’opportunità e con chi la incontrano? Perché credo sia questa la domanda a cui cerchiamo, come paese e, nel nostro piccolo, come premio, di dare una risposta. Noi dobbiamo essere quel paese dove anche altri che arrivano da noi, non solo i nostri, trovino quell’opportunità e quindi anche essere quelli con cui si possa realizzare quell’opportunità. Quindi assumono rilevanza ed importanza la questione del capitale umano, della classe dirigente, del sentirsi rete, altrimenti è ovvio che tutto tracolla. E c’è una rabbia per la quale l’Idea di Italia Giovane è nata dieci anni fa, perché non è nata solo perché credevamo fosse bello raccontare i migliori, l’eccellenza. No, noi avevamo una rabbia, che tutto sommato ogni tanto io ho ancora. Allora vi leggo un messaggio intimo perché vi dimostra che cosa diciamo nel privato e allora dobbiamo avere il coraggio di dircelo anche nel pubblico, tanto più dopo le bellissime tavole rotonde a cui ho assistito questa mattina. Allora, io dicevo poco tempo fa: “Se tutti pensano che la storia del paese dipenda sempre da cose che devono gli altri, allora chiudiamo bottega”. Ve lo leggo anche nella forma con cui si scrive un messaggio. “L’azienda, mettiamo tecnologica, con a capo l’emblema dell’Italia che non fa, non sa, non vuole, non compete, non punta sui giovani, sugli innovatori, sul futuro, sulla concorrenza e vorrei non continuare…”. Perché ci capita tante volte di dover ammettere che abbiamo delle aziende che dovrebbero essere da traino e i nostri premiati spesso trovano quelle aziende altrove… Noi certo abbiamo l’ambizione di riportarli, ma siamo sicuri che ci basti riportare il singolo? E quindi chiudo con: “C’è di peggio, non c’è dubbio, ma bisogna avere il coraggio di dire che l’Italia quando va male è perché alle aziende traino ci vanno per pensione”. Lo so che è una classe di appartenenza e di consenso, ma questo è essere giornalisti, essere cittadini, essere classe dirigente, porsi questo problema di dire che le nostre aziende migliori, quelle da asset strategico, non possono essere la ricompensa finale di una carriera seppur prestigiosa, deve essere qualcosa di più, altrimenti non avremo mai un Raffaele Mattioli, per il quale ricorrono i cinquant’anni dalla morte, per dire un nome che sentirete in questi giorni per questo motivo, perché lui aveva iniziato a 26 anni ad essere segretario generale di una struttura come può essere la Camera di Commercio di Milano, e allora noi premiamo quelli che oggi sarebbero i suoi normali colleghi, collaboratori e compagni di avventure anche imprenditoriali e di paese. Le cose sono cambiate in questi dieci anni. Voglio chiudere invitandovi appunto a partecipare nel pomeriggio del 14 dicembre al Maxxi di Roma per accogliere queste nuove storie che sono brillanti, ma che sono anche storie di primi laureati nella loro famiglia, quindi ogni volta io mi emoziono quando sento i sacrifici che fanno ancora i loro genitori per poter permettere loro di farcela e di fare strade, di credere ancora nell’ascensore sociale che è lo studio. E, quindi, chiudo appunto dicendo che quella classe dirigente in fondo oggi io l’ho vista, dobbiamo sentirci chiamati a fare, insomma, ognuno la propria parte, ma anche pensando di non poterci più permettere di dire che una volta, gli altri, insomma i migliori avevano fatto l’Italia, l’avevano costruita. Ecco, noi la facciamo ripartire”.








