Il vecchio adagio recita. Chiedere è lecito, rispondere è sempre cortesia. Il 13 maggio scorso, la Commissione Banche ha spedito a 147 istituti bancari un questionario come verifica dell’applicazione del decreto “Cura Italia”. Hanno risposto solamente in 28. Il disappunto della presidente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, Carla Ruocco. “Mi spiace apprendere che, vista anche la situazione drammatica in cui si ritrovano molti cittadini ed imprese, su 147 Istituti solo 28 abbiano già provveduto ad inviarci delle risposte e auspico che entro la scadenza del 20 maggio tutti gli istituti provvederanno all’inoltro delle stesse”.
IL QUESTIONARIO
Diversi gli aspetti richiesti. Si va da quante sono state le richieste di finanziamento presentate, quelle di importo inferiore a 25mila euro, sia quelle di importo superiore per l’accesso al Fondo centrale di garanzia delle Pmi; quali siano state le domande accolte e ammesse all’erogazione del prestito per ciascuna tipologia e soprattutto quante di esse, e per quali importanti complessivi sul totale dell’accolto, abbiano estinto o compensato, anche parzialmente, pregresse posizioni di finanziamento. Sono state chieste, inoltre, anche delucidazioni sui tempi di lavorazione delle richieste e la loro stima futura.
E il questionario è stato sviluppato con un obiettivo preciso, come spiega la Ruocco. “Quello di distinguere quante somme sono realmente destinate a nuovi prestiti, senza dimenticare che si tratta di finanziamenti con garanzia dello Stato. Pertanto abbiamo richiesto esplicitamente alle banche di segnalarci quali misure abbiano adottato per prevenire indebite compensazioni o estinzioni di debiti preesistenti, distinguendo tra esposizioni sconfinate e altre.”








