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[Lo scenario] La tentazione americana, trasformare l’Ucraina in una nuova Afghanistan. Per affondare Putin

Trasformare l’Ucraina in una nuova Afghanistan. È questa la tentazione dell’America secondo Domenico Quirico, storico inviato di guerra e oggi attento analista geopolitico.

Armare gli ucraini per sfiancare Putin

“Mi pare di intravedere nei toni americani questa tentazione pericolosissima. Mettere in piedi e alimentare un Afghanistan ma al centro d’Europa dove sfiancare, allungando con l’ossigeno di munizioni e armamenti, la resistenza ucraina come un tempo, anni Ottanta, fu tenuta in piedi la guerriglia dei mujaheddin sulle montagne di Kabul contro l’Armata rossa. Insomma metterne a nudo le magagne, sfinirla anche moralmente con una guerra crudele, via via più penosa, disonorevole con il passare delle settimane e dei mesi perché senza vittoria. Feroce per i soldati russi che la combattono quanto per la resistenza, perché costretti a ispessire il massacro via via che districarsene e tornare a casa si rivela sogno irraggiungibile. Il popolo russo, bolscevico o putiniano che sia, non ha spirito combattivo come si pensa, ma soltanto una gran capacità di soffrire dalla quale, in Afghanistan come in Ucraina, dirigenti incapaci non sanno che cavar altro che sconfitte” ragiona Quirico dalle colonne de La Stampa.

Sfruttare l’errore di Putin

“Putin ha commesso l’errore di non vincere in 24 ore, forse non era nemmeno possibile. Bene. Bisogna approfittarne, si pensa, e non concedergli un’altra occasione” ragiona Quirico.
“Confessiamolo. Chi ha memoria ha sussultato quando nell’elenco degli armamenti «difensivi» forniti agli ucraini ha letto un nome: «stinger», i missili antiaerei portatili. Fu la fornitura risolutiva sulle montagne afghane: i piloti di bombardieri ed elicotteri russi scoprirono che non potevano più fulminare senza rischi gli afghani mettendo nel nulla i focolai di resistenza, le imboscate, le astuzie dei guerriglieri in ciabatte. Con l’aviazione che si fa cauta, anche la superiorità russa in Ucraina subirebbe una vistosa menomazione”.

Gli anni 80

“Negli anni Ottanta quella del «polacco» Brzezinski, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente americano Carter, aiutare cioè i mujaheddin a indebolire l’Armata rossa, fu giudicata una idea geniale. Tutto dietro le quinte: gli americani ordinavano, fornivano le armi, l’Arabia saudita pagava, il Pakistan faceva da retrovia perfetta e sicura. Gli afghani subivano le vendette della Armata rossa? I mujaheddin erano degli impresentabili jihadisti affiancati dai volontari di brigate islamiste purtroppo in efficace e produttivo addestramento? Poco male. L’Urss fu sconfitta e scoprì, come guardandosi in uno specchio a cui non si poteva mentire con la propaganda degli immancabili destini del socialismo, scoprì il proprio irrimediabile declino. Iniziava la fine della Storia” scrive Quirico sul giornale diretto da Massimo Giannini.

Chissà se è una buona idea

“Perché non riprovare? Somiglianze: gli ucraini combattono e subiscono le bombe e fuggono nei Paesi vicini, gli americani provvedono agli armamenti (svuotare gli arsenali del vecchiume è sempre una buona operazione, fa spazio a ordigni nuovi, muove patriotticamente l’economia interna), gli europei ridiventati obbedienti per necessità e trinceristi dell’atlantismo pagano, la guerra si diluisce tormentosamente, sanguinosamente nel tempo. Putin di fronte alla glasnot della sconfitta è cancellato. Insomma una vendetta afghana. Ma i tempi sono diversi, gli ucraini non sono gli afghani, si combatte in Europa. Siamo certi che sia una buona idea?” chiosa Quirico.

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