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OSSERVATORIO RIPARTE L’ITALIA

L'Italia del futuro

Le idee di 700 esponenti della classe dirigente per guidare il Paese oltre il Covid. Ecco il Rapporto 2022 dell'Osservatorio Riparte l'Italia. Un big data utilizzato da 500 mila cittadini

Con il contributo di Davide Maria Locatello

AUTORI

Redazione
Riparte l'Italia

DATA

31 dicembre 2022

LUOGO

Online

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L’Osservatorio Riparte l’Italia nel terzo anno di attività intende riproporre al pubblico dei lettori, esponenzialmente cresciuto nel corso del tempo.

Più di 15.000 articoli caricati con cadenza quotidiana, centinaia di contenuti esclusivi tra interviste e interventi, una community quanto mai estesa di componenti delle istituzioni e del governo, di imprenditori e di manager, di professionisti e di professori universitari, un evento realizzato in presenza e numerosi webinar concepiti negli ultimi mesi, una newsletter quotidiana con oltre 13.500 contatti; e, ancora, oltre 4.500 followers su facebook, 4.200 su linkedin e 1.000 su twitter. Ecco le attività realizzate dall’Osservatorio a favore della ripartenza dell’Italia.

Roma, 30 dicembre 2022 – Un rapporto di fine anno con cui, nel sintetizzare alcuni dei temi e delle discussioni che lo hanno visto protagonista, proporre una visione d’insieme delle questioni e delle problematiche da affrontare e da risolvere al fine di decretare un concreto e virtuoso rilancio del sistema Paese.

Ci preme nondimeno sottolineare come alcuni temi ci paiano poco dibattuti e, soprattutto, carenti dal punto di vista delle azioni messe sino ad oggi in campo; e questo nonostante la crucialità dai medesimi rivestiti.

La questione ambientale, nelle sue molteplici e variegate sfaccettature, sebbene ci si trovi di fronte alla necessità di compiere scelte di campo innovative e, in una qualche misura, di rottura, fa non poca fatica a entrare stabilmente nel dibattito politico. 

Quel che lascia perplessi è la scarsa sensibilità degli amministratori locali di fronte a situazione di inquinamento che in certe zone del Paese vanno ben oltre la soglia d’allarme. Sono in gioco beni sommi, quali la salute e il benessere degli individui, i quali nondimeno – e inspiegabilmente – rimangono ai margini delle agende pubbliche.

La questione morale è un’altra tematica sulla quale si fa fatica a convogliare una riflessione seria e condivisa, che sappia farsi portatrice di un’etica non solo declamata nelle occasioni ufficiali, ma ispiratrice di comportamenti virtuosi da porre concretamente e quotidianamente in essere secondo la logica dello spirito di servizio. 

Il rivestire cariche pubbliche, così come l’esercizio di ogni funzione che rechi con sé la realizzazione di interessi altrui, deve avvenire con la piena consapevolezza – da parte di chi riveste quei ruoli – dell’idea di sacrificio. 

Un’idea che postula non soltanto il divieto di ottenere vantaggi per la realizzazione dei propri interessi personali, ma anche – e soprattutto – la consapevolezza in merito al sacrificio a cui i predetti interessi sono destinati ad andare incontro: questo perché sono gli interessi altrui – e, segnatamente, della collettività – a dover avere la prevalenza.

Troppo spesso, e in maniera insulsa, al fine di dare una svolta a situazioni di crisi di gruppi e/o istituzioni, si sbandiera la volontà di dar vita a nuovi valori. I valori esistono già, sicché – a voler parafrasare Norberto Bobbio – il vero problema consiste nella loro attuazione.

Ancora, la questione della criminalità organizzata. Viviamo (rectius: conviviamo) con alcune delle più potenti organizzazioni criminali al mondo, le quali oramai da tempo, in modo tentacolare, sono fuoriuscite dal guscio che ne ha consentito l’affermazione, penetrando in modo pervicace in tutti i più importanti settori della vita civile ed economica del Paese. 

La repressione penale è certamente uno degli strumenti attraverso cui combatterla, ma non l’unico e certamente non il più efficace rispetto a un fenomeno ormai capillarmente diffuso. Occorre più Stato, non nel senso di magistratura e forze dell’ordine, ma di progettualità, strutture e infrastrutture, formazione ed educazione dei giovani. Uno Stato Amico, al quale si possa guardare quale fonte di sostegno e di opportunità.

Ecco, dunque, alcuni dei temi sui quali l’Osservatorio continuerà, vigile, a sollecitare l’attenzione, nella convinzione che si «Riparte» davvero soltanto se maturerà una seria e condivisa volontà di imboccare importanti cambiamenti di rotta.

Il Comitato di indirizzo di Riparte l’Italia, insieme al Direttore Giuseppe Caporale e ai membri della Redazione, augura a Tutti un sereno anno nuovo.

Luigi Balestra
Presidente Comitato di Indirizzo

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