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Fase 2, ecco tutte le nuove regole per le banche: appuntamenti e lavoro in sicurezza

Firmato un protocollo nazionale da Abi e dai sindacati (Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca, Unisin) che è stato poi inviato alla Presidenza del Consiglio, ai ministri e alle autorità competenti, oltre che al Presidente del Comitato di esperti Vittorio Colao. Nel documento ci sono tutte le linee guida e le regole per riprendere il lavoro nella Fase 2 dell’emergenza sanitaria e – come spiega il presidente del Casl di Abi, Salvatore Poloni – rappresenta per i servizi bancari, alla luce delle proprie peculiarità di settore, il riferimento delle regole di prevenzione essenziali per l’operatività al pari di quanto previsto dalle altre Associazioni imprenditoriali e le Confederazioni sindacali il 24 aprile 2020 per le imprese produttive industriali e commerciali”.

Ne documento, in vigore dal 4 maggio e “rivedibile” dopo l’otto in una successiva riunione, si legge, come cita Il Sole 24 Ore – che “per evitare assembramenti in entrata e in uscita e tenere conto delle politiche di trasporto pubblico per i bancari, l’articolazione di orario per gruppi differenziati sarà fissata dall’azienda all’interno di un periodo compreso tra le 7 e le 19.30. L’intervallo? Possibile ridurlo a mezz’ora. Essendo la motivazione di queste misure la salute pubblica, non sono previste indennità. Sempre per ridurre la presenza nei luoghi di lavoro le aziende possono organizzare la presenza alternata di personale nelle sedi di lavoro, assicurando la sanificazione degli strumenti di lavoro durante i cambi di turno. Le aperture delle filiali al pubblico rimangono sempre su appuntamento e c’è un forte invito a utilizzare i servizi web e il bancomat”.

La modalità di lavoro privilegiata per i dipendenti rimarrà quella dello smart working, modalità che, secondo i numeri in possesso della Fabi, è utilizzata dal 60, 70% dei bancari. Secondo il protocollo – spiega Il Sole 24 Ore – l’ampio e diffuso ricorso al lavoro agile continua a costituire un utile strumento di prevenzione, idoneo a contenere il numero delle presenze in contemporanea nei luoghi di lavoro, riducendo le occasioni di contatto all’interno dei luoghi stessi e favorendo il distanziamento”. Distanza uguale per tutti da decreto. Almeno un metro e con obbligo dei dispositivi di protezione. Negli open space verranno introdotte barriere separatorie.

Il documento cita anche l’eventuale possibilità di casi di positività al Covid-19. “Premesso che chi ha febbre e infezioni respiratorie non deve accedere in azienda – si legge nel protocollo pubblicato dal quotidiano economico finanziario – Abi e i sindacati si sono accordati anche sulla gestione di eventuali casi positivi. Le aziende collaboreranno con le autorità sanitarie per definire eventuali contatti stretti a cui verrà chiesto cautelativamente di lasciare l’ufficio, secondo le indicazioni dell’autorità sanitaria. Infine il rientro. Per tornare in ufficio servirà la certificazione medica da cui risulti l’avvenuta negativizzazione del tampone”

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