Cristina Sgubin, Consigliere di Amministrazione di Eni, è intervenuta durante il panel “La realizzazione delle grandi infrastrutture” che si è tenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.
“Il concetto di infrastruttura è oggi un concetto molto più ampio, che amo definire “integrato” – ha detto – perché non esiste solo la somma di tante infrastrutture ma io vedo l’infrastruttura nazionale come un sistema di integrazione di sistemi infrastrutturali“.
Il caso di Eni: un’infrastruttura strategica
“Eni non ha bisogno di presentazioni sia per descrivere l’attività che viene svolta sia per descrivere la capillarità della presenza sul territorio e ha anche una forte presenza all’estero, dove è presente in 69 Paesi“.
“Ogni incontro del Consiglio di Amministrazione dove ho il privilegio di sedere è anche una sorta di induction formativa per comprendere le complessità geopolitiche di un business cosiddetto regolato, di un business infrastrutturale“.
“Eni peraltro ha una duplice complessità dovuta alle caratteristiche peculiari dell’Azienda, Eni è allo stesso tempo considerata un’infrastruttura strategica e ha parallelamente bisogno di infrastrutture strategiche per svolgere al meglio la propria mission. Quella di Eni è un’infrastruttura vitale per i servizi della collettività, quindi è strategica. Parallelamente ha a suo tempo bisogno delle infrastrutture per poter funzionare“.
Il costo del gas in Italia
“Come ha dichiarato recentemente l’Amministratore Delegato De Scalzi in un evento pubblico, il costo del gas in Italia è sette volte più alto per l’assenza di strutture come quelle dei rigassificatori, ed è chiaro poi che il costo di trasporto incide sulle tasche dei consumatori. La presenza o l’assenza delle infrastrutture a livello locale determina l’incremento o il decremento del prezzo“.
“Cito l’esempio dei rigassificatori ma non è l’unico. Lo cito perché è il più noto, perché il conflitto in Ucraina ci ha costretto a ripensare il nostro modo di rifornimento energetico, ci ha imposto una reazione immediata. È quindi chiaro che possedere le infrastrutture fa la differenza anche per il prezzo finale“.
Le grandi aziende e lo sviluppo dell’economia locale
“Io sono un avvocato, quindi quando si parla di infrastruttura mi piace analizzarla al di là dell’aspetto tecnico-ingegneristico che non ho, quanto piuttosto sotto quello giuridico, normativo e di strumenti che il legislatore può fornire anche sul territorio“.
“Non dimentichiamo infatti che la presenza delle grandi aziende consente anche la possibilità di sviluppo per le micro-economie locali. Soprattutto le grandi aziende fungono da volano per le economie locali, quindi il supporto infrastrutturale su scala nazionale consente anche di irrobustire il tessuto economico locale, anche in aree spesso poco appetibili per gli investitori, in cui sono presenti solo grandi aziende“.
La difesa delle infrastrutture strategiche per avere credibilità internazionale
“In secondo ordine Eni ha dall’altro lato la necessità di tutelarsi come soggetto che ha un’infrastruttura strategica. Se pensiamo al perimetro cyber, possiamo vedere che è stata rinnovata di recente la convenzione con la Polizia di Stato per la tutela degli asset strategici per la distribuzione energetica. Questo è un dettaglio molto importante, perché è necessaria un’attività di education per far capire quanto la vulnerabilità dei sistemi ci rende deboli anche a livello geo-politico, quindi implementare le normative e garantire una efficiente ed efficace prevenzione della vulnerabilità da qualunque attacco cyber è importante perché ci consolida come partner delle istituzioni a livello nazionale ed internazionale“.
Le nuove tecnologie spaziali
“Mi piacerebbe approfondire il tema anche delle nuove tecnologie spaziali perché le costellazioni satellitari sono nuove infrastrutture spaziali. Ormai infatti bisogna uscire dal concetto di infrastruttura fisica legata al terreno, che poggia sul terreno, perché anche i sistemi satellitari sono infrastrutture. Attraverso i sistemi satellitari è possibile a sua volta monitorare le infrastrutture come autostrade, cavalcavia, musei, esondazioni di fiumi, deforestazioni, quindi le implicazioni ambientali e la difesa”.
“È importante iniziare a ragionare a un concetto di integrazione infrastrutturale, perché su ogni infrastruttura ci sono tanti aspetti intersecati”.
La cooperazione pubblico/privato è necessaria
“Il rapporto tra pubblico e privato e la loro sinergia è dirimente per la realizzazione delle grandi infrastrutture. Nella mia precedente vita professionale, mi occupavo di project financing, ed era un istituto avanguardistico che poneva pubblico e privato in una logica di cooperazione. Il permitting oggi sconta una serie di problematiche. Le aziende a volte scontano un pregiudizio ideologico sui territori da questo punto di vista.
Il problema del permitting
“Ci si scontra anche con un permitting che è a diversi livelli: c’è il decisore politico, c’è l’amministrazione che applica e poi c’è l’azienda che esegue. Quindi abbiamo il tema della decisione politica, e pensiamo alla riforma del codice dei contratti pubblici che prevede che le opere delle infrastrutture strategiche debbano essere portate nel DEF e quindi deve esserci la volontà chiara del decisore politico. Poi serve la non paura di firmare, la parte di esecuzione a livello amministrativo, e infine l’azienda che ha il dovere di fare”.








