Cautela è la parola d’ordine. E massima attenzione alle criticità innescate dalla crisi sanitaria. In un contesto instabile, JP Morgan Chase ha accantonato 10,47 miliardi di dollari per coprire le potenziali perdite sui crediti ai prestatori colpiti dalla pandemia di coronavirus, dimezzando così il suo profitto del secondo trimestre.
La più grande banca statunitense per volumi di attività sta accantonando riserve, preoccupata dell’impatto che la pandemia di coronavirus potrebbe avere sulla salute finanziaria dei suoi clienti privati e aziendali. Nel primo trimestre, JP Morgan aveva messo da parte oltre 8 miliardi di dollari per le potenziali perdite sui prestiti, giusto qualche settimana prima dello scoppio della crisi. L’utile del secondo trimestre si è attestato a 4,69 miliardi di dollari, contro i 9,65 miliardi di un anno prima. A quota 1,38 dollari ad azione, l’Eps ha battuto la stima degli analisti contattati da FactSet, che si aspettavano un risultato di 1,15 usd ad azione. L’Eps di un anno prima ammontava invece a 2,82 dollari ad azione. Il fatturato ha mostrato invece una crescita del 15% a 33 miliardi di dollari.
L’amministratore delegato della banca, James Dimon, ha dichiarato che, nonostante alcuni dati positivi e l’azione decisiva dei governi, “dovremo affrontare ancora molte incertezze relative all’andamento futuro dell’economia”. L’accantonamento per perdite sui crediti del secondo trimestre comprende 1,56 miliardi di dollari di oneri netti e 8,9 miliardi di dollari di riserve aggiunte per potenziali futuri prestiti inadempienti. Gli analisti si aspettavano che la somma totale ammontasse a 8,37 miliardi di dollari. La banca ha previsto un’ondata di insolvenze nel corso del prossimo anno, in particolare se la pandemia dovesse paralizzare l’economia più a lungo del previsto. Le azioni di JP Morgan hanno perso il 30% quest’anno, un risultato leggermente al di sopra di quello delle grandi banche rivali, ma peggiore rispetto al mercato più ampio. Le banche temono ora che i loro profitti vengano prosciugati dalle perdite sui crediti e che i margini vengano trascinati in ribasso, qualora i tassi di interesse rimangano bassi.








