Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte nei giorni scorsi ha attaccato il sistema bancario sulla poca velocità nel gestire le pratiche per i prestiti. Non si è fatta attendere la risposta degli Istituti di Credito affidata ad ABI che in una nota fa chiarezza. “L’impegno delle banche per la concessione delle moratorie e dei prestiti garantiti dallo Stato è colossale”. L’associazione bancaria italiana nella sua nota fa sapere al Presidente del Consiglio tutti i numeri del lavoro che stanno svolgendo e che hanno svolto le banche
IL COMUNICATO ABI SNOCCIOLA I NUMERI
Le nuove moratorie su prestiti, promosse da Abi in accordo con le associazioni di categoria e scaturite dalla legge, ammontano a 2,3 mln di pratiche per un totale di finanziamenti di 240 mld euro, di cui oltre 1 milione richieste da imprese e quasi 1,2 mln da famiglie. Questo è il lavoro che impegna le banche in questa fase emergenziale e, in termini di importi, ha prodotto l’accoglimento dell’80% delle domande di moratorie, solo l’1% di non accoglimento, mentre il 19% e’ in corso di esame. A questo colossale impegno delle banche e dei bancari che si aggiunge alle consuete attività svolte, però, nell’emergenza del coronavirus, si assommano anche le domande di nuova liquidità nell’ultimo mese inviate dalle banche al Fondo di garanzia. “Questi sono numeri importanti -scrive l’Abi- che evidenziano il colossale lavoro in atto nel mondo bancario italiano. Nessun ritardo e nessun tentennamento quindi da parte delle banche. Eppure dal governo, dopo l’atto d’amore chiesto dal premier il 28 aprile, quasi ogni giorno si picchia duro sulle banche cercando di scaricare sul settore creditizio le responsabilità per i rallentamenti nell’erogazione dei prestiti per garantire risorse alle imprese, come previsto dai dl Cura Italia e Liquidita’.
POI LA RISPOSTA A CONTE DEL PRESIDENTE ABI, PATUELLI
“Con il presidente Conte non faccio polemiche e non raccolgo polemiche: siamo di fronte ad un incendio ed io, come un cireneo, continuo a portare secchi d’acqua per spegnerlo. Quanto alle accuse di ritardi nell’erogazione dei prestiti per noi parlano i fatti. L’Abi è stata ed è velocissima nel fare tutto quanto le spetta, nella maniera più precisa e tempestiva. Noi -ha proseguito Patuelli – siamo una associazione di categoria e non abbiamo nessuna possibilità di conoscere le notizie che sono in possesso della Vigilanza, che ha sede centrale a Francoforte. Sul fronte del governo – continua – molto autorevolmente, il ministro Gualtieri nei giorni scorsi ha ringraziato le banche e i loro lavoratori per il lavoro che stanno facendo. E credo che il ministro dell’Economia e delle Finanze – conclude Patuelli – abbia a disposizione un flusso di informazioni superiore a chiunque altro nel governo, anche perché continua ad essere anche il presidente del Comitato interministeriale credito e risparmio”.








