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Veronica Tibiletti, Cda di CDP Real Asset Sgr: “Alle imprese stiamo chiedendo troppo sulla sostenibilità” | Stati Generali della Ripartenza

Nella giornata del 24 novembre, Veronica Tibiletti, aziendalista e consigliera di amministrazione di CDP Real Asset SGR, ha dialogato con Luca Telese, giornalista di La7, durante il panel “Tra riconversione e innovazione del sistema imprenditoriale italiano”, nel corso degli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.

Veronica Tibiletti ci tiene ad iniziare il suo intervento parlando della sostenibilità: “Volevo portare un ulteriore argomento di cui oggi magari non abbiamo ancora parlato, che è il tema della sostenibilità. Mi sono molto interrogata sul titolo del nostro panel quando si parlava di riconversione e innovazione. Anch’io ho una buona notizia, la buona notizia è che le imprese stanno facendo la loro parte. Circa Marchesini Group, per esempio, ho studiato documentandomi sul vostro sito, ha una società che riutilizza le macchine usate in un’ottica di economia circolare, quindi di riduzione appunto dell’utilizzo dei materiali. Questo è fare sostenibilità, questo è innovare, questo è riconvertirsi. Grandissima innovazione sul tema dei materiali, quindi lo studio dei materiali. In OVS c’è tutto il tema del cotone italiano. Anche Armani in Puglia ha fatto notizia circa il fatto che avesse impiantato una coltivazione di cotone italiano di alto livello. Quindi, le imprese stanno facendo il loro dovere. Forse si sta chiedendo un po’ troppo alle imprese sul tema della sostenibilità. Nel senso che c’è anche un tema di comportamenti individuali”.

E poi, continuando, Veronica Tibiletti parla dei giovani: “E qui passo al secondo ambito di osservazione che abbiamo in università, che sono i giovani, gli studenti. I giovani sono molto più attenti e molto più informati rispetto anche a noi. Una recente ricerca della Cattolica ha mostrato come il grado di consapevolezza e di richiesta sui temi di prodotti green sostenibili sia molto alto. Ci sia circa l’80% dei giovani che orientano teoricamente le loro scelte di consumo in questo ambito. Quando poi però andiamo a vedere nella pratica, i dati ci dicono un’altra cosa. Ci dicono che c’è un po’ di pigrizia nei comportamenti individuali. Quindi sì, seguono tutti i temi della sostenibilità a livello globale, le manifestazioni, grande sensibilità, però poi se devono scegliere come muoversi, hanno un atteggiamento un po’ pigro. Quindi c’è una responsabilità dei giovani che sono benintenzionati, ben informati, ma pigri”.

“E tornando al discorso delle imprese. – prosegue Veronica Tibiletti – Ci si aspetta che le imprese oggi facciano il welfare, l’innovazione, la formazione. Da quello che io vedo dal mio osservatorio in università, c’è un po’ troppa pressione sulle imprese su questi temi. Le imprese però, secondo me, si stanno comportando molto bene perché stanno trasformando dei vincoli in opportunità, come sempre, questo è tipico dei nostri imprenditori italiani. Quindi appunto sui temi della sostenibilità stanno anticipando i temi. L’Unione Europea è attivissima, come sappiamo, su questi temi. È passata da semplici raccomandazioni di principio a delle normative molto stringenti, che nel giro di pochi anni cambieranno tantissimo il percorso di tante aziende. E per richiamare un concetto che ha introdotto Luigi Balestra molto bene e che si è sentito tanto oggi, il tema della filiera, le aziende stanno facendo filiera nella sostenibilità perché quel 2% di grandi imprese, che sono veramente poche rispetto al totale delle imprese, dovranno a breve rendicontare sulla loro sostenibilità lungo tutta la loro filiera. E quindi necessariamente i fornitori e i clienti, anche più piccoli, dovranno adeguarsi su questi temi e le aziende piccole e medie si stanno attivando in maniera anticipatoria rispetto a questi temi”.

Veronica Tibiletti poi conclude il suo intervento: “L’altra buona notizia è che l’Italia è un campione sui temi del riciclo e dell’economia circolare. Circa l’80% dei materiali viene recuperato. Questo è un dato altissimo che, se confrontati con altri paesi europei, risulta reggere alla grande tale confronto. Quindi ecco, l’Italia su questi temi sta innovando, è competitiva e si pone meglio rispetto anche ad altri competitori e altri stati europei. Quello che dobbiamo fare in università, dal nostro punto di vista, è creare cultura, creare quei nuovi profili di cui si è sentito parlare, perché obiettivamente parte tutto dai comportamenti individuali e quindi l’università in questo ambito può dare un grande apporto portando alle imprese dei profili adeguati a queste nuove sfide”.

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