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Sta iniziando la seconda fase del conflitto ucraino | L’analisi di Giorgio Starace

Stiamo assistendo in questi giorni alla preparazione della seconda fase del conflitto ucraino, osserva su Repubblica Giorgio Starace. La seconda fase sarà più politica e meno militare ma i tempi di avvio di un auspicato negoziato sono ancora lunghi. Sarà una lunga guerra di nervi fatta di iniziative militari, politiche e propaganda. Putin ha sperato in un risultato più netto in Francia delle forze che in un modo o nell’altro spingono per un disimpegno dall’appoggio militare all’Ucraina.

I commenti sprezzanti di Mosca sul meccanismo del doppio ballottaggio francese che non assicurerebbe il meccanismo democratico sono lo specchio del disappunto per un’importante occasione per ora mancata, nonostante le risorse massicciamente impiegate dai servizi russi nel consueto lavoro di propaganda e disinformazione in Occidente. Un Paese chiave come la Francia avrebbe inevitabilmente creato fratture in ambito Nato con tutte le conseguenze connesse anche nell’ambito degli equilibri dell’Amministrazione a Washington. Una soluzione politica per sovrastare il governo di Zelensky laddove quella militare non dà segni di grandi risultati, al di là delle gravi distruzioni di città ucraine e lutti inflitti alla popolazione.

Adesso Putin deve premere sull’acceleratore e i bombardamenti indiscriminati a cui abbiamo assistito in questi giorni sono solo l’avvisaglia di una nuova offensiva diretta ad acquisire nuovo territorio e chiudere manu militari almeno la partita del Donbass, conquistando anche al prezzo di molti morti e sacrifici, le ultime porzioni di territorio ancora in mano ucraina. Non credo che il tempo sia a favore di Putin e sono convinto che lui stesso se ne sia perfettamente reso conto e intensifichi lo scontro militare per approfittare di una manciata di mesi che vede ancora l’armata rossa in fase offensiva.

Il presidente russo si gioca tutto quindi nei prossimi mesi e tenta anche di approfittare di questa fase di debolezza politica che pervade in diversa misura un po’ tutte le democrazie occidentali a partire dalla Francia e dell’incertezza nella leadership americana. Ma si tratta di una fase e le democrazie hanno sempre dato dimostrazione di superare momenti di confusione e raggiungere la necessaria stabilità.

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