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Serve uno scatto contro il grigio dibattito | L’analisi di Ernesto Galli della Loggia

Sul Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia offre due consigli al governo di Giorgia Meloni su come riequilibrare la cosiddetta “egemonia della sinistra”, da intendersi come il fortissimo dislivello che esiste nel nostro discorso pubblico, e in genere in tutti gli ambiti dell’ufficialità e dei suoi modi, tra la presenza di stereotipi lessicali, valori accreditati e luoghi comuni ascrivibili alla sinistra e quelli ascrivibili alla destra, in pratica del tutto assenti.

Galli della Loggia sconsiglia a Meloni di sostituire all’«amichettismo» di sinistra l’«amichettismo» di destra quando si scelgono i vertici delle istituzioni culturali.

Piuttosto dovrebbe tenere a mente “due regole auree” tratte dall’esperienza di chi di queste cose se ne intendeva e qualcosa di somigliante all’egemonia cercò di promuoverla, in parte anche riuscendoci: il Partito comunista di una volta.

Regola numero 1: l’egemonia non si realizza accaparrandosi i posti ma rinunciandovi.

La spiegazione è fin troppo ovvia: l’autorevolezza – e quindi l’effetto verso l’esterno – di una qualsiasi opinione a te favorevole ma sostenuta da chi è noto non appartenere alla tua parte è enormemente superiore all’autorevolezza della medesima posizione sostenuta da uno che è noto, invece, per essere organicamente della tua stessa parte.

C’è in proposito un esempio memorabile, quello della Sinistra Indipendente: un gruppo di personalità di chiara fama, non comuniste, ma scelte ed elette al Parlamento a partire dagli anni 60 del secolo scorso con i voti del Pci, le quali, pur presenti con un proprio gruppo parlamentare, tuttavia, nell’aula seguivano regolarmente le indicazioni del Pci.

Infine la regola numero due: per realizzare comunque un’influenza che duri (per l’egemonia neppure a parlarne) i posti non bastano, ci vogliono anche le idee.

Non dico i «Quaderni del carcere» ma almeno qualche analisi generale serve, capace di spiegare un poco il presente; qualche valore in grado di parlare anche a chi non ti vota; qualche ricostruzione del proprio pedigree che vada oltre i pur rispettabilissimi Gentile e Prezzolini.

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