[L’intervento] Stefano Laporta (presidente Ispra): «Il Rapporto Rifiuti strumento per accelerare il cammino verso l’economia circolare»

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Il Rapporto Rifiuti Urbani, giunto alla sua ventiduesima edizione, è frutto di una complessa attività di raccolta, analisi ed elaborazione di dati da parte del Centro Nazionale dei Rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA, in attuazione di uno specifico compito istituzionale previsto dall’art. 189 del d.lgs. n. 152/2006.

Attraverso un efficace e completo sistema di raccolta di dati sui rifiuti, si intende fornire un quadro di informazioni oggettivo, puntuale e sempre aggiornato di supporto al legislatore per orientare politiche e interventi adeguati e per monitorarne l’efficacia, introducendo, se necessario, eventuali misure correttive.

Dopo oltre venti anni di esperienza nell’elaborazione dei dati, con l’obiettivo di rendere l’informazione sempre più accessibile e fruibile con il massimo dettaglio, non solo alle istituzioni, ma a chiunque fosse interessato ad approfondire la materia, abbiamo deciso di intraprendere un ulteriore passo avanti nell’ottica di qualificare ancora di più il sistema di raccolta ed elaborazione dei dati attraverso la sua gestione in qualità, con l’auspicio di ottenere la certificazione del Rapporto rifiuti urbani da parte di un ente terzo riconosciuto in ambito internazionale, entro la fine dell’anno.

Il Rapporto Rifiuti Urbani – Edizione 2020 fornisce i dati, aggiornati all’anno 2019, su produzione, raccolta differenziata, gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti di imballaggio, compreso l’import/export, a livello nazionale, regionale e provinciale e analizza i dati relativi al riciclaggio e al recupero di materia nel nostro Paese. Riporta, inoltre, le informazioni sul monitoraggio dell’ISPRA sui costi dei servizi di igiene urbana e sull’applicazione del sistema tariffario. Infine, presenta una ricognizione dello stato di attuazione della pianificazione territoriale aggiornata all’anno 2020.

Nel 2019, la percentuale di raccolta differenziata è pari al 61,3% della produzione nazionale, con una crescita di 3,1 punti rispetto alla percentuale del 2018. Al nord raggiunge il 69,6%, al centro il 58,1% e al sud il 50,6%. Dal 2008 la percentuale risulta raddoppiata. In termini quantitativi la raccolta passa da circa 9,9 milioni di tonnellate a 18,5 milioni di tonnellate.

Tra i rifiuti differenziati, l’organico si conferma la frazione più raccolta in Italia. Rappresenta il 39,5% del totale anche se nel 2019 fa registrare un aumento (+3,1%) più contenuto rispetto a quello del precedente biennio (+6,9% tra il 2017 e 2018) Al secondo posto per quantità, carta e cartone (19,1% del totale), con 3,5 milioni di tonnellate e una crescita del 3,1% rispetto al 2018. Segue il vetro (12,3%) con quasi 2,3 milioni di tonnellate (+7,1% rispetto al 2018).

La plastica fa registrare una crescita della raccolta del 12,2%, con un quantitativo complessivamente intercettato pari a oltre 1,5 milioni di tonnellate.

Il Rapporto è completato da un’appendice che descrive, per ogni Regione, il dettaglio della produzione e della raccolta differenziata a livello provinciale con il censimento degli impianti di recupero della frazione organica della raccolta differenziata, di trattamento meccanico biologico, coincenerimento, incenerimento e discarica.

Il nuovo piano d’azione per l’economia circolare presentato a marzo 2020 come parte della strategia industriale dell’UE, presenta misure per rendere i prodotti sostenibili, per responsabilizzare i consumatori, concentrandosi sui settori che utilizzano più risorse e dove il potenziale di circolarità è elevato e per garantire meno sprechi.

Le nuove norme del pacchetto economia circolare, recepite nell’ordinamento italiano a settembre, intendono contribuire a ridurre la produzione dei rifiuti e ad aumentare in modo sostanziale il riciclaggio dei rifiuti urbani e dei rifiuti d’imballaggio, a ridurre il ricorso allo smaltimento in discarica e a promuovere l’uso di strumenti economici, come i regimi di responsabilità̀ estesa del produttore, rafforzando la “gerarchia dei rifiuti”.

Per ciò che riguarda la pianificazione della gestione dei rifiuti, il decreto legislativo 116/2020, afferma l’essenzialità̀ di una strategia nazionale che individui le azioni e gli interventi necessari ad indirizzare la pianificazione regionale coerentemente con il raggiungimento degli obiettivi ambientali. A tal fine si introduce, con il nuovo articolo 198 bis del d.lgs. 152/2006, la previsione del Programma nazionale per la gestione dei rifiuti accanto ai piani regionali.

Le azioni strategiche devono necessariamente essere accompagnate da mezzi per monitorare i progressi verso l’economia circolare. L’ISPRA garantirà̀, con il suo impegno, una sempre maggiore capacità di monitoraggio dalla fase industriale di produzione al consumo, tenendo conto degli aspetti specifici previsti nel Piano d’azione dell’economia circolare e delle interconnessioni tra circolarità̀, neutralità̀ climatica e l’obiettivo “inquinamento zero”.

Proprio la raccolta e il monitoraggio dei dati sono gli strumenti essenziali per tracciare il corretto percorso verso l’economia circolare che oggi più che mai appare l’unica via per la ripresa del Paese e dell’interno pianeta.

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