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Per le imprese la svolta su energia e digitale si gioca sulle competenze | Lo scenario

“L’economia del mondo sta andando meglio di quanto tutti pensassero, nonostante gli choc della pandemia e della guerra.

Merito anche dei grandi investimenti pubblici attivati da Stati Uniti ed Europa.

L’Italia?

Una delle forze delle imprese si dimostra la loro capacità di essere resilienti.

Capaci di adattarsi velocemente”.

Così Davide Di Domenico, amministratore delegato di Bcg in Italia, a colloquio con il Corriere della Sera.

“Una variabile che è tornata decisiva è quella geopolitica, se pensiamo a quello che potrebbe accadere in uno scenario Cina-Taiwan o le prossime elezioni negli Usa, il tasso di incertezza rende molto più complicato vedere quali saranno gli scenari tra tre anni.

Alcune tendenze però sono molto chiare: il cambiamento del mix energetico e la ridefinizione dei modelli di business attraverso la digitalizzazione.

In questo, la partita si giocherà molto sulle competenze”, aggiunge.

La guerra è stata una specie di accelerazione dell’apprendistato su come riorganizzare le filiere produttive, le fonti energetiche, l’approvvigionamento dei chip e delle materie prime.

Le agende geo-politiche sono intanto diventate sempre più prescrittive anche nelle supply chain e nei mercati di sbocco.

Anche l’energia rinnovabile, i pannelli, le batterie: “All’inizio c’era uno scetticismo diffuso, quando però le aziende hanno cominciato a capire che con le pale eoliche e il solare potevano addirittura loro stesse vendere energia, allora la spinta verso le rinnovabili è stata più forte”, sottolinea.

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