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Francesco Occhetta (docente Pontificia Università Gregoriana): «Quirinale: partiti depotenziati, Mattarella sogno della politica moderata»

Dalle elezioni per il Quirinale i partiti sono usciti perdenti. Questo è quanto emerge dall’analisi del gesuita Francesco Occhetta, docente presso la Pontificia Università Gregoriana. La rielezione di Sergio Mattarella «era il sogno nascosto della cultura politica moderata che si rispecchia nella sua testimonianza, nella sua fedeltà alle istituzioni e nell’amore verso la Costituzione».

«I leader di partito escono depotenziati nel loro ruolo, considerato con sospetto dai gruppi parlamentari e vissuto dal corpo sociale con disillusione e desolazione», prosegue Francesco Occhetta che aggiunge in un editoriale su “Comunità di Connessioni” di cui è direttore e fondatore: «In questa elezione, invece di riconoscere il cursus honorum dei candidati si è scelto di strumentalizzarne i nomi per testare equilibri politici e per trovare un accordo che andasse oltre l’elezione del Presidente».

«La cultura populista ha influito e negato l’arte della mediazione. Così la dura e nobile elezione del Presidente della Repubblica è stata trasformata in una sorta di squid game», prosegue il direttore di Comunità di Connessioni. «Altro segnale dalla dinamica di questa elezione: candidati come il Presidente del Consiglio Draghi o la Ministra Cartabia non sono stati considerati candidati politici perché non sono mai stati personaggi “partitici”. La dinamica del voto indica inequivocabilmente la crisi culturale della politica e l’implosione di un modello che è destinato a lasciare spazio a uno nuovo», sostiene ancora Francesco Occhetta.

«Oggi è richiesto» aggiunge «che il presidente della Repubblica abbia un ruolo di enzima sociale e politico per mettere insieme le forze sane del Paese affermando che “solo l’impegno sociale e politico di tutti può aiutare il Paese a riprendere autoconsapevolezza e direzionalità, a respirare l’Europa e a rimodellare la sua presenza nel Patto atlantico».

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