Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Stefano Mancuso (Repubblica): «Crisi climatica: l’umanità è in codice rosso»

L’umanità è in «codice rosso», la crisi climatica ci sta portando «sull’orlo dell’abisso». Queste le parole di António Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite. Ma non solo, anche Mario Draghi ha gridato all’allarme sullo stato degli accordi di Parigi sul clima. Lo riporta Stefano Mancuso, che alla luce delle dichiarazioni di Guterres si chiede «da cosa dipende l’urgenza» di queste ultime dichiarazioni.

«Dal fatto che» sottolinea «nulla di quello che abbiamo fatto o proposto finora per limitare le emissioni di CO2 e contrastare, quindi, il riscaldamento globale, ha avuto alcun effetto visibile. Al contrario, se si controllano i tassi di crescita annuali della CO2 negli ultimi decenni ci si accorge che non solo non diminuisce o rallenta la sua crescita, bensì continua ad aumentare con velocità sempre maggiore».

«Ma come mai tutto ciò che si è tentato fino ad oggi si è dimostrato così inefficace? Credo si possa ricondurre a due cause concomitanti. La prima è considerare la transizione ecologica come una “opportunità economica”. Finché non saremo pronti a pagare — non a guadagnare — per rimediare ai danni cha abbiamo prodotto, la CO2, che non si occupa di economia, continuerà a crescere nell’atmosfera».

«L’altro motivo è più immediato: ogni soluzione proposta per risolvere il problema del riscaldamento globale, punta alla diminuzione delle emissioni di CO2, non alla diminuzione della sua concentrazione nell’atmosfera. C’è una bella differenza. Da una parte la riduzione delle emissioni limita il flusso di nuova CO2, dall’altra, la riduzione della concentrazione dovrebbe puntare a ridurne la quantità totale nell’atmosfera. Eppure, la soluzione per diminuire la concentrazione di CO2 esiste ed è semplice: piantare alberi. Non pochi: ne dovremmo piantare mille miliardi».

«Ma non è davvero un’impresa impossibile. I costi sarebbero irrilevanti rispetto ai benefici e ci permetterebbero di vedere qualcosa che al momento possiamo soltanto sognare: la diminuzione della quantità totale di CO2 nell’atmosfera. Non è una soluzione definitiva, sia chiaro. Si tratta della mascherina da indossare in attesa di scoprire il vaccino. Ma intanto guadagneremmo 40-50 anni di tempo. Ed è proprio il tempo che manca a preoccupare Draghi e Guterres».

Per saperne di più:

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.