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[Lo scenario] La flat tax incrementale sui guadagni in più. E non solo. Ecco le riforme fiscali del Governo Meloni

Sono tanti i temi che impegneranno il prossimo governo, tra questi non manca quello fiscale. Giorgia Meloni, infatti, ha promesso in campagna elettorale di introdurre per le imprese una flat tax incrementale, ovvero un prelievo piatto del 15% su tutto quello che si guadagna di più in un anno rispetto all’altro. Mentre per le famiglie l’obiettivo è di aumentare in tempi rapidi del 50% l’assegno unico per ogni figlio e, in un orizzonte di medio termine, di guardare ad una riforma dell’Irpef che tenga conto del quoziente familiare.

Tutte riforme che andranno fatte stando però ben attenti ai conti pubblici e al deficit e non a caso ieri, commentando i risultati del voto la leader di Fratelli d’Italia ha fatto capire che il difficile inizia ora e che questo è il tempo della responsabilità, rassicurando i mercati ma rendendo anche concreto il rischio che più di qualche promessa fatta in campagna elettorale possa essere depennata.

Tra quelle più accattivanti fatta nei giorni caldi del pre-voto, c’era per esempio quella di prevedere una super-deduzione del 120% del costo del lavoro per chi accelera nelle assunzioni rispetto al triennio precedente, in aggiunta ad una flat tax del 5% sugli straordinari sui premi di produzione. Obiettivi che andranno ora confrontati con la realtà dei conti pubblici mentre appare evidente che l’obiettivo di tagliare il cuneo fiscale, che costerebbe circa 16 miliardi, sia un traguardo cui guardare solo in un orizzonte temporale più lungo.

Nel programma elettorale di Fratelli d’Italia c’è anche la promessa di mettere un tetto ai dividendi e agli stipendi dei manager e alti dirigenti bancari pubblici, oltre che della semplificazione dei prospetti informativi di prodotti finanziari. Una proposta quest’ultima, che non ha problemi di copertura ma che potrebbe essere difficile da realizzare in concreto, così come la promessa di pubblicare l’elenco dei grandi debitori insolventi delle banche salvate dallo Stato.

Più facile potrà essere invece innalzare di nuovo il tetto all’utilizzo del contante fino a 10 mila euro, pari oggi a 2 mila euro e destinato a scendere ulteriormente a 1000 euro dal 2023. Tema caro, tra l’altro, non solo a Fratelli d’Italia ma a tutto il centro-destra, così come la possibilità di offrire ai cittadini il diritto ad avere un conto corrente assicurato dal circuito di Poste Italiane, con il partito di Meloni che aveva anche annunciato l’intenzione di introdurre un tetto massimo alle commissioni bancarie per l’utilizzo dei Pos. Ora è arrivato il momento di passare dalle promesse ai fatti con l’inversione di marcia della leader di Fratelli d’Italia, da una linea politica più dura a una più moderata, che potrebbe provocare più di qualche passo indietro rispetto alle promesse elettorali.

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