Il futuro è nel riciclo della plastica. Nel 2020, la filiera della plastica ha generato in Italia 45,8 miliardi di euro di fatturato (4,7% del totale manifatturiero), 12,7 miliardi di euro di Valore Aggiunto (5,1% del totale manifatturiero) e 19,9 miliardi di euro di export (4,9% del totale manifatturiero), sostenendo circa 180mila occupati. Il 75% del fatturato è generato dalla fase della trasformazione, ma è quella del recupero a riportare i tassi di crescita maggiori in tutti gli indicatori considerati (fatturato e Valore Aggiunto). Inoltre, la componente delle bioplastiche ha sostenuto nel 2021 circa 1,1 miliardi di euro di ricavi, circa 2.900 occupati e 275 aziende, qualificandosi come un’eccellenza europea.
Per ogni 100 unità di lavoro dirette si attivano ulteriori 177 unità di lavoro nelle filiere collegate e per ogni 100 euro investiti nel settore della plastica, se ne generano 218 nelle filiere collegate. Il moltiplicatore economico è dunque di 3,18, un valore in aumento del 33% rispetto alla nostra precedente analisi del 2013, evidenziando, quindi, un aumento delle interdipendenze della filiera della plastica col tessuto economico del Paese.
A livello europeo, ci si sta muovendo verso lo sviluppo di un paradigma di Economia Circolare che riguarda anche il settore della plastica e che prevede la valorizzazione del rifiuto come input produttivo. Il Circular Economy Action Plan, adottato nel marzo 2020, ha fissato gli obiettivi di: 70% dei rifiuti di imballaggio riciclati, con obiettivi diversi per singolo materiale (tra cui, 55% plastica) entro il 2030; 65% di riciclo di rifiuti urbani entro il 2035; conferimento di rifiuti in discarica inferiore al 10%, con divieto di conferire rifiuti differenziabili, entro il 2035.
In linea con le direttive Ue e con l’intento di valorizzare pienamente il potenziale della circolarità della plastica, abbiamo adottato un approccio originale di analisi, che estende il trattamento del rifiuto plastico fino alla gestione integrata delle fasi di input, prodotto/processo e output. Per ciascuna fase di vita della plastica, sono stati individuati i principali ambiti di innovazione tecnologica e i relativi impatti in termini di circolarità.
Dalle analisi, è emerso che le innovazioni di prodotto e processo contribuiscono all’85% della riduzione dei rifiuti plastici al 2030, mentre grazie alla complementarità di riciclo meccanico e chimico l’Italia può raggiungere il target del 10% dei rifiuti in discarica già nel 2030, in anticipo di 5 anni rispetto alla normativa europea. Dispiegare gli investimenti necessari per supportare la maggiore circolarità della plastica potrebbe apportare benefici pari a un valore compreso tra 1,5 e 2,5 miliardi di euro, sulla base di una minore o maggiore penetrazione del riciclo chimico.
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