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Le norme UE sulle assicurazioni sono triplicate negli ultimi 5 anni | L’analisi

Negli ultimi cinque anni i testi normativi europei che hanno riguardato in qualche modo le assicurazioni sono triplicati.

Si è passati da 21 nel 2019 a 63 testi nel 2023, nei più diversi ambiti di applicazione.

Si tratta di numeri “eccessivi, perché non consentono alle imprese di mettersi al passo e adeguare il loro business model ai continui cambiamenti e, in alcuni casi, risulta compromessa la competitività dell’industria europea”.

Lo rileva l’Ania sottolineando la necessità di una pausa legislative per il settore.

La presidente dell’associazione, Maria Bianca Farina, di recente ha presentato un decalogo di proposte.

NORME SEMPRE PIU’ COMPLESSE, SERVE UNO STOP

“L’attuale panorama normativo è diventato sempre più complesso, dettagliato e prescrittivo” ed è per questo che il settore chiede una “pausa legislativa” e vede la necessità di semplificazione e razionalizzazione delle norme.

Secondo gli assicuratori, sarebbe necessario valutare sempre l’impatto normativo di una proposta, ma anche l’impatto cumulativo con altre normative, per garantire che la proposta funzioni nella pratica e concentrandosi sull’implementazione delle misure adottate “più che proporne di nuove, laddove non sia assolutamente necessario”.

Tra le proposte presentate dall’Ania anche quella di ridurre i requisiti di reportistica.

“La Commissione europea, attraverso l’impegno della sua presidente Ursula von der Leyen, si è impegnata a ridurre gli obblighi di rendicontazione del 25%.

Questo è un passo nella giusta direzione e deve essere applicato a tutte le normative”.

FARINA

“Riteniamo che il numero attuale di normative sia eccessivo, poiché non consente alle imprese di adattare i loro modelli di business ai continui cambiamenti, compromettendo in alcuni casi la loro competitività”, ha sottolineato Farina, durante il convegno ‘Le sfide dell’Unione europea alla vigilia delle elezioni: il ruolo delle assicurazioni’ spiegando che “siamo di fronte a cambiamenti strutturali che modificano la natura e l’entità dei rischi da cui dobbiamo proteggere cittadini e imprese: cambiamenti climatici/danni catastrofici, digitalizzazione/cyber risk, aumento dell’età media/assistenza sanitaria, rischi geopolitici e rischi terroristici”.

L’innovazione tecnologica mette a disposizione nuovi strumenti per supportare nella gestione di questi rischi e le assicurazioni stanno investendo in innovazione/AI.

Al tema sarà dedicato un evento in programma il prossimo 23 aprile.

Secondo Farina “serve soprattutto un nuovo approccio, una nuova cooperazione tra pubblico e privato a livello Ue che si affianchi alle iniziative nazionali per prepararci a gestire in modo equo le conseguenze di questi cambiamenti e garantire a cittadini e imprese la possibilità di proteggersi”.

Le assicurazioni, ha assicurato la numero uno dell’Ania, sono pronte a fare la loro parte “per garantire che il settore assicurativo partecipi pienamente a questi processi in corso ma contiamo molto sul prezioso supporto delle istituzioni europee e in particolare su quello di tutti gli italiani che ne faranno parte”.

SUI GRANDI RISCHI SERVE PARTENARIATO ANCHE A LIVELLO UE

A fronte dei grandi rischi connessi ai cambiamenti climatici oltre che alle crisi geopolitiche, o agli atti terroristici o anche all’informatica, secondo l’Ania “è opportuno avviare il cantiere di partenariati pubblico-privati che, anche a livello Ue, possano portare a una copertura assicurativa degli eventi catastrofali e, più in generale, dei rischi sistemici che si affianchi a quelle nazionali”.

I cambiamenti climatici, mette in evidenza l’associazione, proseguono “inesorabili e ciò richiede modifiche fondamentali nella protezione nella gestione delle catastrofi naturali.

Allo stesso tempo, stanno aumentando anche i rischi geopolitici”.

Inoltre, “i rischi terroristici e informatici sono suscettibili già ora di raggiungere dimensioni cumulate che non possono essere sostenute dal solo settore assicurativo privato, né supportate da premi accessibili per gli assicurati e ancor meno essere assorbiti dalla sola fiscalità generale nazionale”.

Secondo l’Ania, un partenariato pubblico-privato anche a livello europeo “consentirebbe di apportare il valore aggiunto della solidarietà europea, sulla scia dell’impegno della presidente Ursula von der Leyen per dare una dimensione europea alle azioni di soccorso finanziario alle vittime di catastrofi naturali, sempre più frequenti sul territorio dell’Unione, con il concorso degli strumenti attualmente disponibili o da mettere in programma nel quadro del nuovo bilancio pluriennale europeo”.

REGOLE UE SU DEBITO DEVONO BILANCIATE STABILITA’ CON CRESCITA ROBUSTA

Un’altra proposta dell’Ania riguarda la gestione del debito pubblico dei Paesi Ue.

“In qualità di primari investitori istituzionali e detentori di oltre il 18% del debito pubblico italiano, siamo interessati alla definizione di regole europee di governance economica che bilancino al meglio la stabilità con la necessità di una robusta e stabile crescita economica.

Questo è particolarmente importante per Paesi come il nostro, con più limitate risorse pubbliche disponibili”, ha detto Farina aggiungendo che “siamo interessati a garantire l’utilizzo ottimale dei fondi provenienti dal Recovery Fund per il successo del Pnrr”.

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