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Le gare pubbliche calano nei primi 5 mesi del 2024 | L’analisi di OICE

Nei primi 5 mesi dell’anno, sommando i 588,2 milioni dei bandi pubblici di architettura e ingegneria agli 80,8 milioni di servizi compresi negli appalti integrati, si arriva a 669,0 milioni, con un calo del 66,3% sui primi 5 mesi 2023. Lo rileva l’osservatorio Oice/Informatel.

Il confronto con i primi 5 mesi degli ultimi anni è sempre negativo: ‐ 59,4% rispetto al 2022, ‐37,0% rispetto al 2021 e ‐30,9% rispetto al 2020. Le gare di maggior importo, quelle per servizi tecnici oltre la soglia Ue dei 215.000 euro, nei primi 5 mesi del 2024 sono 442 per un valore di 507,8 milioni, rispetto ai primi 5 mesi del 2023 calano del 42,8% in numero e del 58,8% in valore. A maggio 2024 sono stati pubblicati 108 bandi soprasoglia, ‐11,5% in numero e ‐33,2% in valore su maggio 2023.

Sempre nei primi 5 mesi del 2024 continua la discesa dei dati delle gare di sola progettazione: il valore si attesta su 181,4 milioni contro i 696,3 milioni degli stessi mesi del 2023 (‐74,0%); a maggio, rispetto al precedente mese di aprile si registrano aumenti del 19,7% in numero e del 41,5% in valore. ”E’ ormai evidente che la bolla” del Pnrr si sta esaurendo, al netto di un presumibile incremento del mese di giugno nel quale la scadenza del 30 giugno probabilmente porterà ad un aumento degli appalti integrati e della progettazione esecutiva ad essa connessa”, scrive l’Oice.

”Siamo dell’avviso che le incertezze sui noti temi dell’equo compenso non stiano aiutando il mercato, ma ci risulta anche che alcune grandi committenze siano a corto di risorse a causa del mancato trasferimento dei fondi dagli enti sovraordinati. Questi elementi, ai quali si aggiunge una scarsa concorrenza indotta dalla soglia fiduciaria a 140 mila euro e anche la farraginosità delle procedure per i pagamenti, spesso ritardati di molti mesi anche a causa di condizioni contrattuali vessatorie, possono creare seri problemi di liquidità agli operatori economici, con tutte le ricadute del caso. E’ urgente, continuiamo a ripeterlo, una seria riflessione sul quadro delle regole per affrontare il post Pnrr”, conclude l’Oice.

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