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[L’analisi] I sindaci del Nord in rivolta: «Il Sud si prende tutto il Pnrr»

«Il Sud si prende tutto il Pnrr»: le regioni del Nord sono sul piede di guerra contro la graduatoria di assegnazione dei fondi per la rigenerazione urbana. Su 202 Comuni che si sono aggiudicati il finanziamento, 201 si trovano nel Mezzogiorno (Campania, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata), nessuno al Nord. Uno solo al Centro: Vallefoglia, in provincia di Pesaro Urbino.

È quanto emerge dalla graduatoria pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno che stabilisce gli assegnatari per i12022 dei 296.285.347,88 milioni di euro per interventi di rigenerazione urbana nei comuni entro i 15 mila abitanti.

Il decreto de119 ottobre ha sollevato un polverone in Lombardia, Veneto e Piemonte. Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, definisce «inaccettabile l’esclusione di intere regioni. Mi faccio portavoce – prosegue in una nota – dello sconcerto di sindaci e Anci regionali di varie parti d’Italia».

Ad accendere i fari sulla polemica è il quotidiano La Stampa.

A determinare la graduatoria contestata contribuiscono alcuni criteri, tra cui l’indice di vulnerabilità sociale e materiale (IVSM) calcolato dall’Istat e più volte ritenuto inappropriato: «L’Anci ha già segnalato l’IVSM come non rispondente alla realtà dei nostri territori. Chiederemo al nuovo governo di intervenire per sanare questo vulnus e reperire ulteriori risorse per i progetti che meritano di essere realizzati», spiega Decaro.

Mentre Marco Bussone, presidente dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani (Uncem) aggiunge: «Era già successo un anno fa per le grandi città. Oggi è ancora più grave. Nella graduatoria, l’IVSM favorisce certe aree del Sud senza risolverne i problemi. Aumenta le sperequazioni grazie a parametri che non fotografano il Paese».

Alcuni chiedono all’esecutivo di Giorgia Meloni e al neoministro dell’Interno Matteo Piantedosi di annullare la graduatoria. «Uno scandalo che deve far riflettere sulle inaccettabili disparità create dagli attuali criteri», tuonano i vertici della Commissione Speciale per le Autonomie di Regione Lombardia. «L’auspicio è che il governo risolva in brevissimo tempo la questione prevedendo un indice su base regionale».

Su 700 comuni lombardi che hanno partecipato al bando, infatti, nemmeno uno è rientrato in graduatoria. Stessa situazione in Veneto, dove l’assessore regionale allo sviluppo economico della Lega Roberto Marcato ha definito «irricevibile» la graduatoria: «Si parla tanto di Paese unito ma non si capisce questa discrepanza plastica fra Nord e Sud.

Il Veneto, insieme a Emilia Romagna e Lombardia, traina l’economia dell’Italia. Serve dare fiato a queste regioni, altrimenti finiamo in recessione». Dello stesso avviso anche Mario Conte, di Anci Veneto, che si appella «a tutti i neoparlamentari veneti, indipendentemente dalla forza politica».

Lamentele anche dal Piemonte dove solo in provincia di Alessandria, i progetti di riqualificazione di Rsa per anziani e strutture in disuso da destinare a spazi museali e culturali raggiungeva i 50 milioni di euro.

Gianfranco Ferraris, sindaco di Castellazzo, precisa che si rivolgeranno «all’Uncem per capire come procedere. Vedremo se tentare una “class action” di gruppo con i comuni partecipanti al bando. In ogni caso, non ci arrenderemo».

Tuttavia, le lamentele non arrivano solo da Nord: in Campania, per esempio, risultano completamente escluse aree interne come Sannio e Irpinia con 29 comuni rimasti fuori dai giochi a favore delle aree del Casertano, Napoletano e Salernitano.

L’erogazione dei fondi dovrà rispettare una serrata tabella di marcia: la finestra a disposizione degli enti beneficiari per l’affidamento dei lavori è di massimo 20 mesi (15 mesi, in caso di opere sotto i 2,5 milioni di euro).

Le erogazioni avverranno in tre tranche: 20% all’affidamento dei lavori, 70% in base all’avanzamento dei lavori, il restante 10% dopo la certificazione di collaudo. In caso di inosservanza dei termini, i contributi saranno recuperati dal Viminale che bloccherà le restanti somme da erogare. — ***

I NUMERI

202 i Comuni Beneficiari

296.285.347 euro assegnati per il 2022

20% la prima tranche versata previa verifica dell’affidamento del lavori entro I termini

10% l’ultima tranche previa trasmissione al Ministero dell’interno del certificato di collaudo odi regolare esecuzione

70% la seconda tranche sulla base dello stato di avanzamento dei lavori

15 mila abitanti la dimensione dei Comuni coinvolti

15 mesi il periodo entro cui affidare i lavori per opere fino a 2,5 milioni di euro

20 mesi il periodo entro cui affidare i lavori per opere oltre i 2,5 milioni di euro.

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