La prevenzione nell’epoca Covid. Ora occorre unire le forze

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Il 4 febbraio 2020 si è celebrato il 20esimo World Cancer Day, la giornata mondiale contro il cancro – promossa dalla UICC (Union for International Cancer Control) con il sostegno dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) – istituita nel 2000 a Parigi, dove è stata siglata la Carta di Parigi, un documento i cui obiettivi sono l’avanzamento della ricerca, la promozione della prevenzione e il miglioramento delle cure.

Lo slogan di tale giornata per il triennio 2019-2021 è I am and I will, Io sono e io farò, un invito all’azione e all’impegno sia dei singoli sia delle istituzioni e delle associazioni per aumentare la consapevolezza sulla malattia, facendo prevenzione, aderendo agli screening oncologici e evitando comportamenti a rischio.

Nel 2018 sono stati diagnosticati nel mondo oltre 18 milioni di casi di tumore, in Italia nel 2019 ne sono stati diagnosticati quasi 400 mila; di questi il più frequente è il tumore alla mammella, circa 54 mila casi: ogni mese più di 4300 donne ricevono una nuova diagnosi e oltre 1000 perdono la vita. A fronte di questi numeri, perlopiù in crescita, si è riscontrato un costante aumento della sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi, questo grazie alla prevenzione e all’adesione agli screening.

All’inizio di marzo, a seguito del dilagare della pandemia di Covid-19, gli screening sono stati interrotti sia per contenere i contagi sia per il riposizionamento di molti operatori nei reparti Covid. Si è cercato, tuttavia, di garantire il completamento del percorso diagnostico a chi si era sottoposto allo screening prima della pandemia.

Da un sondaggio compiuto in Italia presso gli specialisti di oncologia sono emersi dati allarmanti: dall’inizio della pandemia le diagnosi di tumore sono calate del 52%, le visite nei reparti oncologici sono diminuite del 57%, il timore di recarsi in ospedale ha portato il 45% dei malati oncologici a rimandare le cure.

A maggio, e solo in alcune regioni (prime fra tutte Emilia-Romagna e Toscana), gli screening sono ripartiti con la gradualità inevitabile per le regole imposte dalla pandemia.

Il Coronavirus ha fermato le Race organizzate da Komen, che nel 2019 ha festeggiato 20 anni di presenza in Italia con sei edizioni – nelle città di Roma, Bari, Bologna, Pescara, Brescia e Matera, alle quali si sono iscritte più di 140 mila persone – e un investimento di oltre 18 milioni di euro per il sostegno della ricerca, della prevenzione e delle cure.

La Race for the Cure è dedicata alle donne che stanno affrontando o hanno affrontato il tumore al seno, vere protagoniste del cambiamento culturale dell’approccio alla malattia. Con la loro maglietta rosa, infatti, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, mandano un forte messaggio di incoraggiamento, di solidarietà e di speranza alle donne che ogni anno si confrontano con un tumore al seno.

Ma se le strade delle città italiane sedi della Race non si tingeranno di rosa come gli anni scorsi, Komen Italia non si fermerà. Dopo il successo della maratona Live sui canali social dello scorso 17 maggio, giorno in cui si sarebbe dovuta svolgere la ventunesima edizione della Race di Roma, Komen è pronta ad affrontare un’altra sfida. Il 25,26 e 27 settembre insieme ad altri 22 paesi europei parteciperà ad un grande appuntamento virtuale che vedrà coinvolte circa 300.000 mila persone in 30 race virtuali in oltre 20 città europee.

Una grande community virtuale e non solo: con lo slogan “Corri la tua Race”, ognuno potrà iscriversi e organizzare , indossando la maglietta che riceverà con l’iscrizione, con la propria squadra, gli amici e la famiglia piccoli eventi da condividere sui social con l’hastag #RFTC 2020 o taggando le pagine social @komenitalia (per maggiori informazioni www.komen.it/race).

Sarà un modo diverso, simbolico, di condividere l’obiettivo di unire le forze per evitare che il rallentamento delle opportunità di prevenzione e i ritardi diagnostici generino un aumento delle morti per cancro e per sostenere le donne che si stanno confrontando con un tumore durante questa difficile epoca Covid.

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