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La Lombardia si conferma il motore d’Italia e supera i livelli pre-pandemia | L’analisi

Anche nel 2022 la Lombardia ha continuato a crescere a ritmi sostenuti, confermandosi la locomotiva dell’economia italiana. L’incremento del prodotto regionale, secondo il consueto rapporto della Banca d’Italia sullo stato di salute della regione, è stimato al 3,8%, leggermente superiore a quello nazionale (3,7%). Inoltre, la crescita robusta del biennio 2021-22 ha portato il pil lombardo a superare il livello del 2019 del 3,4%, un valore superiore a quello registrato dall’economia italiana nel suo complesso (1%). Una lente in più all’inflazione che è passata dal 4,1% di gennaio del 2022 all’11% di dicembre per poi scendere al 7,5% a marzo 2023, riflettendo il calo dei prezzi energetici.

«Ci sono tre punti fondamentali che spiegano la buona performance della Lombardia. La prima» sottolinea il direttore della Banca d’Italia di Milano, Giorgio Gobbi «è la capacità di adattarsi agli shock esogeni e al cambiamento. La seconda è la propensione all’innovazione. La terza è la capacità di attirare talenti e capitali. Questo credo che» rileva Gobbi «concorra a determinare un’elevata competitività sui mercati esteri che si traduce in esportazione, in una crescita di tutti i settori dell’economia».

Luci ma anche qualche ombra invece per quest’anno. Alla previsione di una contenuta diminuzione delle vendite delle imprese nella regione si accompagna per le edili l’attesa di una riduzione della produzione. Mentre, in prospettiva, l’indagine di Banca d’Italia rileva per terziario stime di sostanziale stabilità del fatturato a prezzi costanti. Tornando al 2022, l’anno certifica un miglioramento del reddito delle famiglie sulla spinta dell’occupazione con il potere d’acquisto che però si è ridotto a causa del forte aumento dei prezzi. Nella sostanza i consumi hanno sì continuato a crescere (del 6,1% a valori costanti), ma sono rimasti ancora inferiori ai livelli del 2019.

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