“Per recuperare tutta l’inflazione sarebbero serviti 30 miliardi di euro. Mi sarebbe piaciuto tanto, ma purtroppo occorre fare i conti con la realtà”. Lo afferma il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, in un’intervista a La Stampa rimandando al mittente le critiche dei sindacati sui pochi soldi destinati ai rinnovi dei contratti su cui sono aperte in queste settimane le trattative.
“L’attenzione del governo per le persone della Pa è massima e lo dimostrano i fatti. Abbiamo recuperato il ritardo ereditato sui rinnovi contrattuali chiudendo in pochi mesi la tornata 2019-2021 e, in continuità come mai era accaduto, abbiamo subito avviato le trattative per il triennio 2022-2024”, osserva il ministro.
Quanto agli aumenti, “penso sia giusto ricordare da dove siamo partiti: la tornata contrattuale 2016-18 aveva stanziato risorse che garantivano un incremento pari al 3,48%, quella successiva del 4,07%, adesso siamo al 5,8%. Un terzo della intera legge di bilancio, 8 miliardi su 24, è dedicata ai rinnovi contrattuali. Non sono mai state previste così tante risorse”, conclude.
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