Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Il debito pubblico continua a crescere | I dati di Banca d’Italia

FPI_14-_giugno_2024

Banca d’Italia ha pubblicato la statistica “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”.

Con questa pubblicazione vengono diffusi i dati di aprile 2024 relativi al debito e al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche e alle entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato.

Lo scorso aprile il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 11,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 2.905,7 miliardi.

Il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (17,0 miliardi) ha più che compensare la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (6,5 miliardi, a 32,1).

L’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’aumento e della variazione dei tassi di cambio ha aumentato il debito di 1,0 miliardo.

Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’intero aumento del debito è dovuto alle Amministrazioni centrali, mentre sia quello delle Amministrazioni locali sia quello degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente stabile.

La vita media residua del debito è rimasta stabile a 7,8 anni.

Ad aprile, la quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia è lievemente diminuita (al 23,5 per cento dal 23,7 per cento del mese precedente), mentre a marzo (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quelle detenute dai non residenti e dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) si sono collocati rispettivamente al 28,7 e al 14,1 per cento (dal 28,3 e dal 13,6 per cento del mese precedente).

Ad aprile, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 40,6 miliardi, in aumento del 5,0 per cento (1,9 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2023.

Nei primi quattro mesi del 2024 le entrate tributarie sono state pari a 163,5 miliardi, in aumento del 7,1 per cento (10,8 miliardi) rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.