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Giovanni Legnini, Commissario straordinario ricostruzione Ischia: “L’attuazione del Pnrr è una sfida di tutto il Paese” | Stati Generali della Ripartenza

Nella giornata del 25 novembre, Giovanni Legnini, Commissario straordinario ricostruzione Ischia, ha dialogato con Gianni Trovati, giornalista de Il Sole 24 Ore, durante il panel PNRR e cambiamento del volto del Paese: quali i grandi obiettivi?”, nel corso degli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.

Gianni Trovati si chiede in che modo si possa far fronte in Italia a degli stati emergenziali anche in luoghi che finora sono considerati meno a rischio e Giovanni Legnini risponde: “Innanzitutto, mi faccia dire che la notizia di questa mattina non può che essere commentata positivamente perché non mutano le grandi missioni del PNRR a suo tempo definite. Cambiano sostanzialmente, in alcuni aspetti, le allocazioni di una quota importante di risorse. Ed è positivo, per la ragione che il più grande piano di investimenti e di crescita del nostro Paese dal dopoguerra ad oggi, negoziato, ideato dal governo Conte, progettato dal governo Draghi, manutenuto e revisionato dall’attuale governo, può unire di più il Paese. Io credo che questo sia il dato importante e che ci pone, pone l’intero Paese di fronte alla sfida dell’attuazione, che è quella che preoccupa non solo il governo, i governi a tutti i livelli, ma gli operatori e tutti quanti noi. Di ciò si discute prevalentemente nel nostro Paese, non da oggi”.

“La sfida dell’attuazione – sottolinea Legnini – riguarda il PNRR, ma riguarda moltissime risorse allocate nel bilancio dello Stato. Questo metodo noi lo seguimmo già nella fase di impostazione, su una quota di PNRR destinata alle aree del centro Italia, colpite dai diversi terremoti che si sono susseguiti. Unimmo in un’unica governance, negoziando con il governo una misura dedicata e specifica, i due più grandi crateri di ricostruzione del nostro Paese, delle quattro regioni del centro Italia, quelli relativi al terremoto del 2009 a l’Aquila e quindi l’Abruzzo e poi Marche, Umbria, Lazio. Definimmo un programma con le quattro regioni, le undici province, i circa duecento comuni, allocando i due miliardi di euro che il governo dapprima allocò nel PNRR e che poi, opportunamente a mio modo di vedere, fece transitare nel fondo complementare, allocando queste risorse importanti nella direzione del superamento di alcuni ritardi, di alcuni problemi strutturali che riguardavano quei territori ovvero lo spopolamento, il ritardo infrastrutturale digitale, le comunità energetiche, la transizione energetica, la rigenerazione urbana. In una parola, occuparsi ed investire su ciò che non era stato colpito dagli eventi catastrofici, ma che aveva determinato i problemi di impoverimento, spopolamento, di gran parte dell’Appennino Centrale.

Ora, – prosegue Giovanni Legnini – il fatto di aver negoziato, condiviso, programmato e progettato con una forte coesione istituzionale quella risorsa importante per quel territorio, costituì la ragione del successo di quell’operazione. Finanziammo a fine 2021, a favore degli enti locali e dei soggetti pubblici in generale, più di ottocento progetti e con la ragioneria, con Biagio Mazzotta e la consigliere Vecchione, che vigilavano in modo assolutamente rigoroso sulle milestone e sui percorsi e sulle modalità attuative, ed attraverso meccanismi di semplificazione, un quadro regolatorio ulteriore che attingeva al complesso delle disposizioni che erano state emanate dal Governo, dal Parlamento, un quadro denso di innovazioni procedimentali, attraverso anche un arricchimento di strumenti attuativi, attingendo ai poteri derogatori che il legislatore ci aveva messo a disposizione. A inizio del 2022 tutti gli 800 progetti erano cantierizzati, ad eccezione del progetto di innovazione digitale che era molto legato alle strategie di policy generale, di cui l’allora Ministro dell’Innovazione Digitale, oggi Dipartimento Sottosegretario, dovevano ancora munirsi e che so ha fatto passi avanti ulteriori. L’altra macro linea, macro intervento, quello relativo all’incentivo alle imprese, presentava uno stato di avanzamento molto importante, e poi io ho cessato quella funzione, so che c’è stato qualche ritardo, ma che comunque non è pregiudicato l’obiettivo attuativo”.

Legnini si dice fiducioso ed ottimista per il futuro ma con delle riserve: “Volevo citare questo esempio, forse l’unico esempio di politica territoriale, di sviluppo territoriale, nell’ambito dei moltissimi progetti ed interventi del PNRR, per dire che la sfida dell’attuazione il nostro Paese la può vincere. Io sono abbastanza fiducioso su questo, purché, per utilizzare un’espressione di un maestro del diritto che mi ha accompagnato in una parte di questo percorso, non si lasci spazio ai negazionisti della semplificazione. Il nostro ordinamento si è munito di innovazioni, di norme, di misure di semplificazione molto avanzate, che un tempo erano persino inimmaginabili. Meccanismi sostitutivi, procedure autorizzatorie molto efficaci. Insomma, potrei fare un elenco molto lungo… come la possibilità di appaltare gli interventi con il piano di fattibilità tecnico-economico e non già solo e sempre con il progetto esecutivo, e così via…. Ecco, a volte, mi è capitato molto spesso nel percorso di questi anni e mi capita tutt’ora sull’isola di Ischia, dove tutto è più complicato, tutto è più faticoso, in un processo ricostruttivo, che riguarda due catastrofi naturali, susseguitesi nell’arco di pochi anni, che molti funzionari, dirigenti pubblici, ma anche professionisti, si mostrino con il volto dell’incredulità. Ma è sicuro che si può fare così? Ma è così semplice? Sì, a volte, non sempre, ma a volte è più semplice di quanto si immagini, di quanto questi retaggi culturali che ci portiamo dietro a volte prevalgano sulla necessità di innovare, di rendere veloce ciò che deve essere veloce, cioè quelle grandi missioni che non possiamo mancare, su cui non possiamo fallire, che il PNRR ci ha messo a disposizione”.

Per concludere, Trovati domanda se questo cambiamento della cultura amministrativa del Paese sia effettivamente percepibile in base alle sue esperienze o se ci siano ancora dei passi in avanti da fare e Legnini risponde: “Sì, questo cambiamento è percepibile. Io ho avuto modo di misurarlo in concreto, nel senso che quel ciclo lunghissimo a cui si riferiva Biagio Mazzotta, tre, quattro, cinque o tredici anni, era quello che si verificava, si verifica in parte, ad esempio, per i progetti di ricostruzione non assistiti da quelle specialissime procedure introdotte con il PNRR. Mentre invece i meccanismi che erano da migliorare, da verificare, delle innovazioni incisive, si sono verificati. E a proposito di ciò che dicevano il Presidente Miele e il ragioniere generale Mazzotta, io aggiungo questo, il controllo preventivo di legittimità è indiscutibile, è indiscutibile, sia una misura efficace. Anche su questo ne sono testimone. Come è noto, il potere di ordinanza dei commissari in generale, ma in particolare di quelli preposti alla ricostruzione, si estende fino a un’attività di regolazione, di normazione, di modellazione procedimentale e finanziaria nell’esercizio dei diritti. Io ero munito dell’obbligo di controllo preventivo di legittimità per le ordinanze che emanavo nel centro Italia, ma non in quelle per la ricostruzione di Ischia. Ho compulsato il legislatore più volte chiedendo di essere sottoposto al controllo preventivo di legittimità, perché vi garantisco, nel dialogo con la Corte, con i consiglieri, funziona. Secondo, e chiudo, il potere sostitutivo è uno snodo, è un meccanismo di disposizione di chiusura cruciale. Non basta introdurre la previsione del potere sostitutivo, occorre porsi la domanda su chi esercita il potere sostitutivo, quale pubblica amministrazione la esercita, in sostituzione di quelle inadempienti, e come la esercita, e quali sono le conseguenze del potere sostitutivo. Ecco, con questi due aspetti cruciali che si accompagnano al complesso delle innovazioni che hanno caratterizzato la disciplina di accompagnamento all’attuazione del PNRR, io credo che il nostro sistema sia destinato a migliorare nettamente. Grazie”.

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