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Renato Brunetta (ministro Pa): «Decreto reclutamento: sarà aperto il portale con professionisti pronti a lavorare nel settore pubblico»

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Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha assicurato che «sarà aperto» il portale che arriverà a contenere i dati di «5-10-15 milioni di professionisti, ordinasti e non che saranno disponibili a lavorare con il settore pubblico». Si tratta di un Portale unico per i bandi ed elenchi speciali per le alte professionalità, 1000 esperti per aiutare le amministrazioni a realizzare nei tempi opere e progetti del Pnrr.

Queste sono alcune delle novità del decreto per il reclutamento nella Pubblica amministrazione, che completa il primo ciclo di riforme propedeutiche al Recovery Plan insieme a semplificazioni e governance del Piano. Dopo il via libera del Senato con numerosi ritocchi il provvedimento si avvia a ricevere l’ok definitivo da parte della Camera, dove il governo ha blindato il testo con il voto di fiducia.

Una sorta di «LinkedIn italiano» lo definisce Brunetta, che ha peraltro chiuso una partnership con la piattaforma. Il primo banco di prova saranno proprio le figure necessarie a supportare le amministrazioni locali nell’attuazione del Recovery: il decreto autorizza infatti l’ingresso di 1000 esperti, con incarichi di collaborazione, per la gestione di procedure complesse come ad esempio le valutazioni ambientali, che potranno essere pescati dal portale, sul quale dall’autunno saranno pubblicati tutti i bandi di concorso.

Le procedure di selezione saranno quelle previste con le regole per i concorsi in tre mesi, già introdotte in primavera, cui si affiancherà il reclutamento attraverso appositi elenchi sul portale di altre specializzazioni (profili con dottorati, master o esperienza triennale in organismi internazionali) e dei professionisti. I contratti legati al Pnrr saranno a tempo (tre anni rinnovabili, e comunque non oltre il 2026) ma chi avrà lavorato al piano avrà poi una riserva nei concorsi per l’ingresso stabile nella pubblica amministrazione.

Tra le modifiche introdotte in Parlamento la possibilità agli enti locali di associarsi per svolgere selezioni uniche, riducendo i costi e tagliando i tempi per preparare i bandi, e il «nuovo concorso Sud» per coprire le posizioni rimaste scoperte, consentendo di allargare la partecipazione anche ai più giovani, senza esperienza. Sono cambiati infatti i criteri per l’accesso alle prove e in alternativa al possesso di «correlate professionalità» si può avere «adeguato titolo di studio coerente con i profili da selezionare».

Con il decreto che riforma l’accesso alla macchina pubblica viene anche sbloccato il tetto al salario accessorio, che potrà essere superato, si allentano le maglie dei nulla osta per passare da un ufficio all’altro, viene istituita una nuova area per l’inquadramento del personale di elevata qualificazione. Le amministrazioni titolari di progetti del Pnrr potranno anche raddoppiare la quota di manager esterni

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