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Augusto Minzolini (Il Giornale): «Ci siamo mangiati tutti i sogni di ripartenza che avevamo nel cassetto»

Anche Augusto Minzolini sul Giornale commenta le previsioni economiche della Commissione Ue. “I dati di Bruxelles sul presente e il futuro della nostra economia lasciano l’amaro in bocca.

Le previsioni sul Pil per quest’anno hanno subìto un altro taglio: arriviamo a più 2,4%, di cui il 2,1 è la spinta inerziale per gli ottimi risultati dello scorso anno.

Di fatto aumentiamo appena dello 0,3%. Insomma, siamo tornati alla palude. Il problema principale ovviamente è il costo dell’energia, che si è mangiato tutti i sogni che avevamo nel cassetto.

Per la Commissione Ue l’Italia sarà il Paese che potrebbe pagare di più le sanzioni sul gas russo. La solidarietà e l’appoggio all’Ucraina per una questione di valori e di alleanze internazionali è fuori discussione.

Solo che solidarietà deve chiamare solidarietà per evitare il pericolo che il fronte occidentale e la stessa Ue si dividano e procedano in ordine sparso.

C’è bisogno che i Paesi europei dimostrino solidarietà verso le nazioni Ue che per la loro struttura economica e produttiva rischiano di essere penalizzate di più dal conflitto.

C’è dunque bisogno urgente – sottolinea Minzolini – di un secondo Recovery fund che affronti l’emergenza guerra e aiuti, ad esempio, quei Paesi manifatturieri, come la Germania o l’Italia, che hanno un fabbisogno di gas superiore a quello degli altri per tenere in piedi il loro sistema produttivo.

Non è un problema di nazioni frugali o di cicale. Semmai è un modo sensato di affrontare l’emergenza.

Solo che per condurre in porto un’operazione del genere bisognerebbe evitare che tutto il marchingegno si blocchi sul «veto» di un Paese.

E torniamo così all’esigenza improcrastinabile di modificare i trattati per garantire il voto a maggioranza.

Se ciò non fosse possibile, c’è un’unica strada: creare le condizioni per cui l’Europa più generosa possa procedere verso una maggiore integrazione velocemente, lasciando indietro l’Europa degli egoismi nazionali”.

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