«Se Forza Italia cerca un compromesso col resto del centrodestra, questo è legittimo ma non sono state sciolte due contraddizioni, sull’Europa e sul virus, che rendono impossibile per noi la collaborazione con Lega e Fratelli d’Italia». Lo afferma il vicesegretario del Pd Andrea Orlando, intervistato sulla Stampa da Fabio Martini.
Il Pd ha fatto una proposta significativa di dialogo, Berlusconi ha aperto, il centrodestra si è diviso e ricomposto e ora la palla torna a voi. Come controreplicate? «Persiste in quello schieramento una posizione radicalmente antieuropea ed è difficile la gestione di risorse europee con chi cerca in tutti i modi di dimostrare il fallimento dell’Ue. Ma c’è un ostacolo ancora più grande: pezzi della destra continuano ad esprimere sul Covid un semi-negazionismo con toni diversi da quelli di Berlusconi. Su questo è molto difficile trovare mediazioni».
Forza Italia ha posto la questione del sostegno a tutta la filiera del lavoro autonomo, professionisti, partite Iva e Gualtieri ha fatto una significativa apertura in questo senso: con quali limiti? «E’ del tutto evidente che ci sono alcune categorie meno colpite ma non parlerei dei garantiti e dei non garantiti nell’accezione tradizionale. Il confine si è in parte spostato. Sono stati colpiti settori legati alla socialità e ai servizi, meno alcuni legati alla produzione e all’export. Con le risorse disponibili si è provato a dare a tutti.
Ora si tratta di aiutare alcuni settori a ricostruirsi dopo la pandemia. Non bastano i sussidi, bisogna fare delle politiche industriali. Che intervengano sulle posizioni dominanti che si sono create sulle piattaforme del commercio. Serve una fiscalità che colpisca questi fenomeni e utilizzi queste risorse per politiche che aiutino la trasformazione, non solo remunerazione o ristoro. Politiche che redistribuiscano in modo originale rispetto al passato».
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