#Vetrine d'Italia - Le storie delle attività commerciali che ripartono

Ance: «Siamo preoccupati per l’effetto delle nuove norme sulle imprese del settore»

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Sono quattro gli eventi che «potrebbero determinare seri problemi di sopravvivenza per molte imprese del settore, una vera e propria “tempesta perfetta”: la nuova, folle, definizione di default, molto più stringente rispetto al passato, e l’entrata in vigore dell’obbligo di copertura delle perdite attese (il cosiddetto “approccio di calendario”), che determineranno una nuova “fame” di capitale per le banche; il termine della moratoria sui crediti; la fine dell’accesso “libero” al Fondo Pmi e il codice della crisi d’impresa». Lo ha sottolineato l’Ance, nel corso dell’audizione in commissione Finanze del Senato sulla classificazione della clientela da parte delle banche e sulla questione del calendar provisioning.

«Si tratta di eventi molto interconnessi tra di loro e capaci, insieme, di mettere in crisi non solo le imprese, ma anche le banche italiane», ha evidenziato l’associazione nazionale dei costruttori edili. L’Ance si è detta «fortemente preoccupata» per gli effetti di queste norme sull’economia nazionale, «soprattutto in questa delicata fase congiunturale.»

«La nuova regolamentazione di Vigilanza determinerà il default di molti soggetti e le banche saranno obbligate ad aumentare esponenzialmente gli accantonamenti, sottraendo importanti porzioni di patrimonio che dovrebbero essere utilizzate a fronte dei nuovi finanziamenti che il settore sarebbe chiamato a erogare per favorire la ripresa economica, in linea con la politica monetaria espansiva della Bce.»

L’associazione dei costruttori edili ha espresso preoccupazione anche per «la sostenibilità del debito pubblico, così ingente e crescente: senza imprese che producono e famiglie che consumano, l’economia non potrà generare le risorse per il ripagamento del debito.»

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