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Alessandra Perrazzelli, VDG Banca d’Italia: “Il progetto relativo all’euro digitale ha rilevanza strategica” | L’intervento

Pubblichiamo integralmente il testo dell’intervento della Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli, tenuto all’apertura del Salone dei Pagamenti a Milano.

Salone dei Pagamenti 2023

Intervento di apertura di Alessandra Perrazzelli
Vice Direttrice Generale della Banca d’Italia

Milano, 22 novembre 2023

È per me un piacere partecipare a questa sessione di apertura del Salone dei pagamenti, che rappresenta un’occasione, direi ormai una consuetudine, in cui si ritrovano ogni anno, sempre più numerosi, i protagonisti del mondo dei pagamenti nazionale e non solo.

Nel tempo i pagamenti, pur evolvendo continuamente sotto la spinta dell’innovazione tecnologica e regolamentare, hanno sempre consentito di effettuare scambi, di fungere da abilitatori per l’accesso a servizi nonché da “motore finanziario” per sostenere lo sviluppo economico; queste caratteristiche vengono enfatizzate dalla loro capacità di aggiornarsi, incorporando e rispondendo alle esigenze dei cittadini e delle imprese, e di divenire così nello stesso tempo incubatore di innovazione.

Il dinamismo dell’industria dei pagamenti richiede però che resti inalterata la sua capacità di mantenere caratteristiche di sicurezza ed efficienza. È su questo piano che si fonda il senso del ruolo e dell’impegno delle Banche Centrali, articolato e dinamico anch’esso, per rispondere ai cambiamenti e alle sfide dei tempi che viviamo; si tratta di una dimensione complessa, che richiede diversi livelli di risposta e di governo, in un contesto in cui l’impegno per l’ammodernamento delle modalità di offerta di servizi tradizionali convive con l’esigenza di gestire soluzioni di nuovo conio promosse anche da operatori non finanziari.

Articolerò il mio intervento in tre parti. Nella prima evidenzierò quali sono i principali trend che caratterizzano lo sviluppo del mercato dei pagamenti; nella seconda mi soffermerò sul ruolo delle Banche Centrali e in particolare, sul progetto di euro digitale; nella terza, infine, svolgerò alcune considerazioni sull’importanza del dialogo tra autorità e mercato.

I trend

Negli ultimi anni il mercato degli strumenti e dei servizi di pagamento, specie al dettaglio, ha registrato importanti cambiamenti, per effetto degli sviluppi tecnologici, degli interventi normativi volti a sostenere l’efficienza e la sicurezza del comparto nonché a seguito della pandemia che ha accelerato la transizione verso l’uso di strumenti digitali. Nei prossimi anni si consolideranno i driver tecnologici che influenzeranno sempre più il mondo dei pagamenti, dall’open banking all’intelligenza artificiale, dalle reti DLT al quantum computing, dall’IoT al metaverso.

Questi trend nel processo di digitalizzazione dei pagamenti hanno interessato anche l’Italia. Secondo i dati forniti dal sistema bancario, il numero pro-capite di pagamenti alternativi al contante in Italia è aumentato significativamente nel tempo (195 nel 2022 contro 64 nel 2008), ma rimane ancora più basso di circa la metà rispetto a quello medio per l’area dell’euro (circa 370 nel 2022), nonostante il gap con l’Europa si sia ridotto negli ultimi anni. Tra i pagamenti digitali i prodotti “card-based” rimangono predominanti soprattutto nel nostro Paese, dove la quota di transazioni regolati con carte supera il 70 per cento dei pagamenti elettronici rispetto al 60 per cento nell’area euro.

La crescita dei pagamenti elettronici prosegue quest’anno pur considerando il particolare momento congiunturale. In Italia, nel primo semestre del 2023, il numero di transazioni con strumenti alternativi al contante è stato pari a 6,2 miliardi, in aumento di circa il 15 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (superiore al dato europeo, pari al 10 per cento) e in linea con l’incremento registrato nel primo semestre 2022. La crescita continua quindi seppur a ritmi inferiori rispetto al 2021 (nel primo semestre 2021 il numero di operazioni era infatti cresciuto del 28 per cento) dove era stata sospinta dalla pandemia da Covid-19.

Prosegue il processo di sostituzione di strumenti di pagamento tradizionali con prodotti più evoluti, anche grazie allo sviluppo del fintech. Le direttrici dell’innovazione nei pagamenti retail sono i digital wallet e i dispositivi smart, l’istantaneità e programmabilità dei pagamenti, la combinazione di più servizi a valore aggiunto (es. Request to Pay, prodotti buy now pay later, identità digitale).

Sebbene l’incidenza sul totale bonifici SEPA sia ancora contenuta (8 per cento in Italia al terzo trimestre 2023, rispetto al dato medio europeo di circa il 16), crescono anche in Italia i pagamenti istantanei (+70 per cento su base annua), regolati per oltre il 62 per cento attraverso la piattaforma TIPS. Ci sono margini di miglioramento che possono essere colti anche attraverso nuovi sviluppi sia per il comparto privato che per quello legato agli incassi e pagamenti della pubblica amministrazione.

Nel nostro Paese i margini di crescita nei pagamenti digitali sono ancora elevati considerando che il contante, pur avendo ridotto la sua incidenza nel tempo, è ancora lo strumento predominante al POS (69 per cento del numero di operazioni), nel P2P e nei micro pagamenti (oltre l’80 per cento). Gli studi mostrano come da una parte le competenze digitali e la buona esperienza d’uso e, dall’altra, l’efficienza e la sicurezza degli schemi di pagamento giochino un ruolo fondamentale nella diffusione dei nuovi prodotti digitali.

Su efficienza e sicurezza i regolatori e le banche centrali sono intervenuti spesso, accompagnando il processo di espansione dell’industria dei pagamenti. Pensiamo alla Strategia europea sui pagamenti al dettaglio e alla connessa revisione della normativa PSD, il nuovo regolamento sui bonifici istantanei finalizzato anche a rafforzare la SEPA, i recenti sviluppi per il regolamento dei cripto-asset (MiCA) e, in prospettiva, la proposta di regolamento sull’euro digitale. In questo contesto è innegabile che i prestatori di servizi di pagamento europei abbiano dovuto sostenere oneri economici, tecnici e di compliance per adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza ed efficienza ma con la diffusione della leva digitale hanno visto crescere anche i ricavi da servizi di pagamento, la cui incidenza in Italia è passata dal 16 al 23 per cento del totale ricavi da commissioni bancarie tra il 2016 e il 2022.

Il sistema dei pagamenti e il ruolo della banca centrale

La funzione che maggiormente esprime l’identità di una Banca Centrale è quella riguardante l’emissione della moneta, anch’essa soggetta a una continua evoluzione: basti pensare all’impegno sottostante alla produzione di banconote, caratterizzate da sempre maggiori standard di sicurezza grazie al contributo dell’innovazione tecnologica, così come quello volto ad assicurare l’accessibilità al contante presidiando la resilienza delle relative infrastrutture. La circolazione di banconote in euro è costituita da oltre 29 miliardi di biglietti per un controvalore superiore a 1.500 miliardi di euro; la produzione di banconote – alla quale la Banca d’Italia contribuisce grazie alla propria stamperia – negli ultimi dieci anni è stata in media di oltre 5 miliardi di pezzi per anno. Un’ulteriore evoluzione potrebbe essere segnata dall’emissione di una moneta di Banca Centrale in formato digitale, aspetto su cui mi soffermerò a breve.

È tra l’altro a questa prospettiva di insieme che volge lo sguardo anche la Mostra della Banca d’Italia “L’avventura della Moneta”, recentemente inaugurata, di cui è possibile sapere di più visitando il nostro stand qui al Salone.

Le Banche Centrali svolgono altresì un ruolo importante nell’offerta diretta di servizi di gestione di alcune infrastrutture critiche per il buon funzionamento del sistema dei pagamenti. Nel panorama europeo penso alla gestione dei servizi TARGET (T2, T2S e TIPS), che vedono la Banca d’Italia attiva in prima linea.

La fornitura di soluzioni di regolamento in moneta di Banca Centrale per le transazioni di asset basate su infrastrutture DLT potrebbe diventare un fattore chiave per l’adozione di tale tecnologia. La Banca d’Italia è direttamente impegnata proponendo soluzioni incentrate proprio su TIPS (il modello “TIPS Hash Link”) volte a sincronizzare la gamba cash e la gamba titoli, rendendo in tal modo possibile su base 24/7 l’esecuzione di transazioni istantanee Delivery Versus Payment (DVP) regolate in moneta di Banca Centrale.

L’Eurosistema presta molta attenzione ai nuovi driver tecnologici anche nei suoi ruoli di supervisore e di catalyst al fine di garantire nell’area euro sistemi di pagamento sicuri, efficienti e innovativi. Sul ruolo di catalyst tornerò tra poco soffermandomi sulla fondamentale dimensione del dialogo tra autorità e mercato.

Con l’obiettivo di tenere conto degli sviluppi digitali del mercato dei pagamenti, l’Eurosistema ha elaborato il c.d. “PISA framework”, volto ad includere nel perimetro della sorveglianza, oltre agli strumenti e agli schemi di pagamento elettronico, i c.d. “arrangements”, ossia le funzionalità a supporto dell’uso degli strumenti di pagamento, e i digital payment token, fra cui le cripto-attività con funzione di pagamento. Questi ultimi vengono ricompresi nel PISA in virtù del riferimento al nuovo concetto di “trasferimento di valore”, in sostituzione della più circoscritta nozione di “trasferimento di fondi”, come ambito di interesse dell’overseer strettamente connesso con la tutela degli obiettivi di sovranità monetaria e, in ultima istanza, di stabilità finanziaria.

I profondi mutamenti a cui ho fatto cenno, originati dall’innovazione tecnologica e dall’entrata di nuovi operatori nell’offerta dei servizi di pagamento, interessano in misura crescente il settore bancario. La Banca d’Italia, nel suo ruolo di Autorità di supervisione, segue con attenzione gli impatti che ne derivano sui modelli di business e le strategie aziendali. La nostra attività di vigilanza continua ad accompagnare questi cambiamenti, se possibile ad anticiparli, per comprenderne le ricadute sul sistema e assicurare che il percorso di innovazione sia integrato dai dovuti presidi di controllo, al fine di preservare la stabilità del sistema dei pagamenti, economico e finanziario.

Guardando alle componenti più innovative del sistema, rammento anche che – in un’ottica di collaborazione istituzionale – a seguito della nostra Comunicazione del 2022 in materia di tecnologie decentralizzate nella finanza e cripto-attività, abbiamo avviato insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Università degli Studi Roma Tre un’attività di ricerca sulle caratteristiche che dovrebbero possedere gli smart contracts utilizzati dalle infrastrutture a registro distribuito per l’erogazione di servizi bancari, finanziari e assicurativi. La ricerca è stata articolata in due fasi: la prima, in via di completamento in questi giorni, si concentra sulla definizione delle caratteristiche legali e tecniche degli smart contracts; la seconda si concentrerà sulla definizione di linee guida e migliori prassi per il loro utilizzo. L’iniziativa è stata presentata la scorsa settimana al Singapore Fintech Festival riscuotendo grande interesse.

Le banche centrali possono svolgere un ruolo fondamentale affinché le esternalità positive dell’innovazione assicurino vantaggi per gli utenti (consumatori, imprese e pubbliche amministrazioni) dei servizi di pagamento e finanziari. La Banca d’Italia partecipa attivamente a questo processo anche contribuendo ai lavori in ambito internazionale in materia di CBDC, cripto-attività e sorveglianza sulle piattaforme in seno al Financial Stability Board (FSB) e al Committee on Payments and Market Infrastructures (CPMI) della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI); ciò al fine di promuovere lo scambio di informazioni, rafforzare la collaborazione, definire standard di supervisione e di regolamentazione per fronteggiare i rischi derivanti dallo sviluppo di nuovi strumenti e modelli di business.

Tale impegno assume ulteriore rilievo ove si consideri che nei prossimi anni i pagamenti transfrontalieri continueranno ad aumentare rapidamente. Pagamenti transfrontalieri veloci, meno costosi e più sicuri possono portare grandi benefici per le imprese e le famiglie. A questi obiettivi si orientano i lavori del CPMI, nel cui ambito un aspetto fondamentale è rappresentato da una attiva collaborazione con i rappresentanti del settore e le autorità dei paesi del G20.

L’euro digitale

Nello scenario che ho delineato, assume rilevanza strategica il progetto legato all’euro digitale.

Avviato ufficialmente a ottobre 2021, a partire dallo scorso 1° novembre è iniziata la “Preparation Phase“, volta a creare le condizioni per una possibile emissione e introduzione di un euro digitale, a seguito della quale si deciderà se passare o meno alla fase realizzativa. La cooperazione tra il settore pubblico e quello privato sarà uno dei fattori chiave per il successo dell’euro digitale, che richiede un impegno corale a beneficio di tutti gli stakeholders.

Anche se rappresenterà una passività dell’Eurosistema, come nel caso delle banconote, l’euro digitale, ove emesso, sarebbe disponibile per gli utenti finali attraverso intermediari vigilati, che sarebbero responsabili di tutti i rapporti con i clienti e dei servizi di distribuzione e avrebbero, in tal modo, anche la possibilità di profilare servizi a valore aggiunto.

Si configurerebbe come una forma digitale di contante, si affiancherà a quest’ultimo senza sostituirlo e potrebbe essere utilizzato per effettuare qualsiasi pagamento digitale in tutta l’area dell’euro, disponibile sia online che ofiine; sarebbe inoltre gratuito per le funzionalità di base e ampiamente accessibile: in un’ottica di inclusione finanziaria, potrebbe ad esempio essere utilizzato da persone con disabilità o con limitate competenze digitali.

Assicurerebbe un adeguato livello di privacy e permetterebbe agli utenti di regolare all’istante i pagamenti in moneta di Banca Centrale. Potrebbe essere utilizzato per i pagamenti P2P, per le operazioni presso i punti vendita (fisici e online) e nelle operazioni con le amministrazioni pubbliche.

L’euro digitale promuoverebbe la resilienza, la concorrenza e l’innovazione nel settore europeo dei pagamenti. Fornirebbe una soluzione di pagamento paneuropea utilizzabile nell’area dell’euro e sottoposta alla governance europea.

L’Eurosistema continuerà a confrontarsi con il pubblico e con tutte le parti interessate. Il Consiglio direttivo della BCE prenderà in considerazione la decisione per l’emissione di un euro digitale solo dopo il completamento dell’iter legislativo dell’Unione europea.

Il dialogo con il mercato

Nello scenario di sviluppo che ho richiamato, un punto di rilievo è rappresentato dall’esigenza di definire un appropriato punto di equilibrio tra il sostegno all’innovazione e ai progressi tecnologici e la salvaguardia degli interessi degli utenti (consumatori e imprese) e dell’economia in generale. In ciò risulta fondamentale il dialogo, nel rispetto dei ruoli, tra autorità e mercato, terreno su cui la Banca d’Italia è largamente impegnata.

In primo luogo, l’Istituto gestisce il Comitato Pagamenti Italia, una sede permanente di confronto sui temi chiave dell’industria dei pagamenti nazionale che si raccorda anche con altri Comitati a livello europeo; un altro elemento di questo quadro è l’iniziativa Milano Hub, una nuova forma di facilitatore dell’innovazione che si propone di collegare autorità, imprese e mondo accademico e di favorire lo sviluppo di progetti fintech che aiutino la transizione digitale del sistema finanziario italiano; l’Hub – che è giunto alla sua seconda Call for Proposals e si accinge a lanciare la terza – si aggiunge all’istituzione (nel 2017) del Canale Fintech e all’avvio (dal 2021) della sandbox regolamentare, un ambiente controllato in cui operatori tradizionali e fintech testano prodotti e servizi tecnologicamente innovativi in regime transitorio semplificato, in costante dialogo e confronto con le autorità di vigilanza e sotto il coordinamento del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Sempre nell’ottica di assicurare un giusto equilibrio tra il sostegno all’innovazione e la tutela degli interessi degli utenti, la Banca d’Italia ha aperto un tavolo di confronto con le altre Autorità e con gli operatori per garantire, anche in prospettiva, un adeguato accesso al contante che rimane – come ricordato in precedenza – un importante strumento di pagamento.

A riprova del valore che la nostra comunità dei pagamenti è in grado di esprimere, mi fa piacere citare la recente esperienza maturata in seno al CPI con la costituzione di tre tavoli tematici aventi ad oggetto la revisione della seconda Direttiva sui servizi di pagamento, l’open banking, gli incassi e pagamenti pubblici. Il CPI, in modo proattivo e anticipatorio, ha avviato una serie di riflessioni intercettando le principali tendenze e mettendo a frutto la consolidata esperienza di cooperazione.

In particolare, il tavolo sull’open banking, attraverso l’analisi delle aree di miglioramento nell’offerta di tali servizi, sta individuando buone prassi applicative che gli operatori nazionali potrebbero adottare per favorire lo sviluppo di soluzioni in linea con quelli già esistenti nel settore dell’e-commerce.

Il tavolo sugli incassi e pagamenti pubblici si è posto l’obiettivo di promuovere l’adozione di più moderne funzionalità nel comparto tra cui, in particolare, lo schema Request to Pay (RTP).

Il tavolo “revisione PSD2” ha individuato le tematiche che il mercato italiano ritiene di maggior rilievo nell’ambito della revisione normativa tra cui, solo per citarne alcune, il fenomeno delle frodi, la strong customer authentication, il campo dei servizi che rientrano nel perimetro applicativo della direttiva così come quello dei servizi “fuori ambito”, le possibili modifiche ai servizi basati sull’accesso ai conti.

Il Comitato, infine, è anche il luogo in cui la comunità nazionale dei pagamenti si confronta in merito agli avanzamenti del progetto sull’euro digitale di cui ho già detto.

Conclusioni

Come ogni anno, il Salone dei pagamenti ci consentirà di fare un bilancio delle attività svolte nell’anno che si sta per chiudere e di riflettere su quanto ci aspetta nel prossimo futuro.

Colleghe e colleghi della Banca saranno presenti in alcune sessioni per portare la nostra concreta testimonianza e visione su una serie articolata di tematiche che ci vedono impegnati direttamente.

Gli stessi temi animano, qui al Salone, uno stand in cui potrete trovare evidenza delle diverse prospettive che ho richiamato e che ci vedono coinvolti con il rigore, l’impegno e, lasciatemi dire, la passione che contraddistinguono il nostro operato.

Buon lavoro a tutti.

Bankitalia-VDG-A.-Perrazzelli_Salone_dei_Pagamenti_22-novembre-2023

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