Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Agostino Re Rebaudengo, presidente Elettricità Futura: “L’energia elettrica in Italia deriva per circa il 60% da combustibili fossili” | Stati Generali della Ripartenza

Il problema è che nel nostro Paese l’energia elettrica deriva per circa il 60% da combustibili fossili“. Non lascia spazio a fraintendimenti l’intervento di Agostino Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, durante il panel “Autonomia energetica: tra efficienza di sistema e scelte strategiche” che si è tenuto agli Stati Generali della Ripartenza organizzati a Bologna dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia.

Nel settore elettrico potremmo fare molto di più – ribadisce Re Rebaudengo -. Abbiamo un target importante che è quello di consumare sempre più energia elettrica. Oggi consumiamo 305 terawatt/ore; se mantenessimo il livello di industrializzazione che abbiamo oggi e facessimo 1 punto di efficienza ogni anno e andassimo avanti con l’elettrificazione dei nostri consumi, compreso quello delle automobili, noi potremo arrivare a 360 terawatt/ore“.

Ma la vera sfida è quella di innalzare la quota delle energie rinnovabili: “La grande sfida che abbiamo di fronte è quella di innalzare il circa 40% di energia elettrica prodotta con l’energia rinnovabile, di cui circa la metà dall’idroelettrico, per arrivare a circa l’80% e questa penso sia importantissimo per il Paese“.

Il problema della burocrazia

Il problema poi è scontrarsi con la burocrazia che viviamo nel nostro Paese. “Oggettivamente non riusciamo a fare questo passaggio all’energia rinnovabile se non in piccolissima parte, perché, pur se siamo riusciti ad ottenere una forte semplificazione con il governo Draghi prima e adesso con l’attuale Governo Meloni, quando però andiamo sui territori e cerchiamo di sviluppare degli impianti rinnovabili per cui abbiamo già ottenuto la Via nazionale, mancano altre venti ulteriori autorizzazioni da ottenere“, precisa il presidente.

Quindi abbiamo chiaro quali sono gli obiettivi, ma non stiamo facendo quanto è necessario per avere la necessaria autonomia ed essere molto meno esposti alle importazioni energetiche“.

L’accordo di Parigi è ormai illusorio

Bisogna prendere coscienza che gli obiettivi dell’accordo di Parigi sull’innalzamento della temperatura terrestre sono difficili da raggiungere. “Nel 2015 tutte le nazioni a Parigi avevano ancora l’illusione di tenere intorno a 1,5 gradi, al di sotto dei 2 gradi, la temperatura di questo pianeta. Il 9 agosto del ’21 il Financial Times ha annunciato che l’obiettivo di stare sotto il grado e mezzo lo supereremo nel 2040. Nel 2023, a luglio, ci siamo resi conto e andando avanti con i dati più recenti che ormai abbiamo sistematicamente più di 40 volte abbiamo sforato 1,5 gradi di temperatura e siamo arrivati anche a +1,7 di temperatura del pianeta e quindi l’obiettivo è quello di raggiungere l’1,5 gradi non dopo il 2030, e un 80% della Comunità scientifica pensa nel 2028“.

Abbiamo una straordinaria opportunità di aumentare la quantità di energia che possiamo produrre sul nostro territorio e quindi dobbiamo farlo, portando all’80% la produzione di energia da fonti rinnovabili. – ha concluso Re Rebaudengo – Questa dovrebbe essere la priorità e sarebbe anche un motivo di sicurezza nazionale farlo. Se non riusciamo a farlo ce lo ricorderemo tra qualche anno come davvero un’occasione mancata“.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.